Comune, processo a ex dirigente Sindaco e assessore testimoni
Sant’Omero, è accusato di peculato per essersi autoliquidato 16mila euro per delle progettazioni Gli amministratori: «Abbiamo riscontrato delle irregolarità e per questo presentato un esposto»
SANT’OMERO. Sono il sindaco Andrea Luzii e l’assessore ai lavori pubblici Adriano Di Battista (entrambi avvocati) i primi a comparire in aula come testimoni citati dalla Pubblica accusa. Perchè è da un esposto dell’amministrazione comunale di Sant’Omero che è nata l’inchiesta da cui è scaturito il processo per peculato all’ex dirigente dell’area tecnica del Comune di Sant’Omero, il 53enne Lodovico Emilio Serranò. Secondo il pm Davide Rosati l’uomo, negli anni in cui era dirigente dell’area tecnica, si sarebbe appropriato di oltre sedicimila euro liquidate in suo favore dal Comune per incarichi di progettazione e direzione lavori mentre – sempre per la Procura – si sarebbe dovuto astenere in quanto pubblico dipendente partecipante all’adozione di decisioni che coinvolgono i suoi interessi. Ieri la prima udienza del processo davanti al collegio presieduto da Flavio Conciatori (a latere Lorenzo Prudenzano e Enrico Pompei). I due amministratori hanno detto di aver presentato l’esposto dopo aver riscontrato delle presunte irregolarità.
Secondo il pm Rosati , il tecnico si sarebbe autoliquidato tra il 2011 e il 2014 diverse somme per un ammontare complessivo di quasi 16.500 euro per una serie di lavori pubblici i cui procedimenti amministrativi vennero dallo stesso tecnico curati e relativi a viabilità, scuole, impianti sportivi, pubblica illuminazione ed altro. Scrive il pm nella richiesta di rinvio a giudizio: «Si appropriava di somme di denaro non dovutegli per un ammontare complessivo di euro 16.452,51 liquidate in suo favore dal predetto Comune, omettendo di astenersi in quanto pubblico dipendente che partecipa all’adozione di decisioni o attività che coinvolgevano i propri interessi e in assenza della decisione da parte del segretario comunale, che avrebbe dovuto procedere alla valutazione delle attività svolte». In particolare la procura contesta 13 episodi con somme che variano da trecento a duemila euro. L’imputato è difeso dall’avvocato Gugliemo Marconi. Si torna in aula il 5 luglio con l’audizione di nuovi testi.(d.p.)
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