Comune, servono duecentomila euro per la riabilitazione

La somma è necessaria per sostenere la spesa delle famiglie Verdecchia: li troveremo, non si può sospendere il servizio
GIULIANOVA. Occorreranno 200mila euro al Comune di Giulianova per coprire le spese di compartecipazione delle rette dei ragazzi affetti da disabilità che frequentano le strutture riabilitative. L’amministrazione comunale, in particolare l’assessore al bilancio Katia Verdecchia, dovrà trovare un modo per reperire al più presto questi fondi. Sono arrivate un paio di giorni fa, infatti, alle famiglie con un disabile che frequenta le strutture riabilitative, come la Piccola Opera Charitas, l’Anffas e il Centro iperbarico di Sant’Atto, le lettere che invitano a recarsi nei propri Comuni di residenza per rivedere l’eventuale contributo dovuto dallo stesso Comune per le rette di compartecipazione. L’oggetto della missiva è: “Modalità di richiesta di compartecipazione dell’utente al Comune”.
Il decreto regionale doveva entrare in vigore già da ottobre del 2014, ma i Comuni, che avevano già chiuso i bilanci e non potevano in alcun modo reperire quei fondi, hanno chiesto alla Regione di provvedere. Per l’anno scorso, quindi, la giunta D’Alfonso ha individuato la copertura economica ma, dal primo gennaio 2015, dovranno essere i Comuni di residenza degli assistiti a provvedervi. Da un primo calcolo effettuato, già negli ultimi mesi del 2014, dal vicesindaco con delega al sociale Nausicaa Cameli, il Comune di Giulianova dovrà reperire circa 200mila euro. Per fronteggiare la situazione, la settimana scorsa il dirigente della III area dedicata ai servizi al cittadino Andrea Sisino e la direttrice del consorzio Ambito sociale Tordino Antonietta Spinozzi si sono recati negli uffici della Regione per vedere come muoversi.
Il problema principale che ora bisognerà affrontare però è individuare un capitolo di spesa dove poter attingere per assicurare la copertura economica delle rette. «I fondi», ha spiegato l’assessore Verdecchia, «dovranno essere individuati entro febbraio/marzo. Una volta che tutte le singole aree mi avranno fatto avere la relazione particolareggiata dei loro bisogni, ad esempio 200mila euro nel caso della III area, potremo iniziare a vedere dove prendere questi soldi individuando un capitolo di entrata che andrà a coprire la spesa». Quello che è sicuro è questi 200mila euro (o probabilmente di più, ma la cifra esatta si saprà quando tutte le famiglie avranno consegnato la copia delle missiva con allegato la dichiarazione sostitutiva unica dell’Isee dell’assistito al protocollo generale, in corso Garibaldi, indirizzando il plico a Andrea Sisino) vanno individuati.
«Faremo ovviamente di tutto», ha continuato l’assessore, «perché è impensabile sospendere il servizio. Nemmeno lo scorso anno, facendo salti mortali, abbiamo voluto apportare tagli al sociale. Il bilancio comunale non ha problemi di liquidità, ma quello che ci blocca è sempre il Patto di stabilità».
Margherita Totaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA

