Comune, tanti no ai servizi affidati a ditte esterne

4 Febbraio 2015

Roseto, per il liberalsocialista Marini è «l’ammissione di incapacità della giunta» Tacchetti (Pd): nessuna ricognizione del personale per individuare le carenze

ROSETO. «L’idea, peraltro piuttosto confusa, di affidare a ditte private i servizi comunali è una chiara ammissione di incapacità amministrativa di questa maggioranza». Gianfranco Marini torna a far sentire la propria voce dopo le recenti dimissioni da consigliere comunale, e lo fa su un argomento molto delicato come quello delle cosiddette ‘esternalizzazioni’. Autorevole esponente del partito liberalsocialista, lo stesso del sindaco Enio Pavone e del presidente del consiglio Nicola Di Marco, oltre che promotore e principale artefice del progetto politico che ha portato la coalizione di centrodestra al governo di Roseto dopo 37 anni di guida di centrosinistra, Marini interviene su uno dei punti che lo ha portato alla rottura con i suoi ex alleati. E lo fa dopo il recente annuncio da parte della maggioranza di voler affidare a ditte esterne la maggior parte dei servizi attualmente gestiti dai propri dipendenti. In particolare l’amministrazione targata Pavone ha intenzione di affidare all’esterno i seguenti servizi: trasporto alunni dell’obbligo, impianti sportivi, archivio comunale, pubblicità e pubbliche affissioni, tributi, gestione e riscossione delle multe stradali e contenzioso, accertamenti fiscali e residenze, pubblica illuminazione, verde pubblico, manutenzione strade, cimiteri, spazzamento stradale, parcheggi a pagamento.

«Sembra che all’improvviso tutti i dipendenti comunali siano diventati incompetenti», continua Marini, «sarebbe perciò opportuno un confronto tra l’azione del consiglio di amministrazione di una azienda privata e lo stesso organismo del Comune, cioè la giunta. Chiedo pertanto ai nostri amministratori pubblici: quali azioni sono state messe in atto per coinvolgere il personale, motivandolo, con l’obiettivo di migliorare i servizi?».

Sull’argomento interviene anche il locale gruppo del Pd. «Ci saremmo aspettati che l’amministrazione avesse prima compiuto una seria, precisa e puntuale ricognizione del personale in servizio individuando carenze e criticità e provvedendo alla sua riorganizzazione e valorizzazione come tante volte solo annunciato dal sindaco” sottolinea il segretario del Pd rosetano Simone Tacchetti «poi, se e dove se ne fosse ravvisata l’urgenza e la necessità, l’amministrazione avrebbe potuto, in accordo con tutti gli attori, prendere in considerazione la possibilità di ricorrere, in ultima analisi, a forme di esternalizzazione. Del resto, l’ente nel corso degli anni passati, ha dimostrato di avere uomini, mezzi e l’organizzazione necessaria per far fronte alla gestione dell’intero territorio comunale».

Un progetto che non convince affatto le forze di opposizione. «Ci piacerebbe conoscere le vere ragioni e soprattutto quali benefici avrà il cittadino alla luce della normativa vigente che prevede, in caso di esternalizzazione, un’economia per l’ente», aggiunge Tacchetti «se il costo per il personale rimane lo stesso, come affermato dalla stessa maggioranza, avremo un peggioramento della qualità dei servizi. Noi siamo convinti che questo sia l’ennesimo tentativo per nascondere l’incapacità politica e amministrativa nel governo della città».

Federico Centola

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