Comune, Università e Provincia pronti a rilanciare la biblioteca

19 Dicembre 2021

Le tre istituzioni rispondono sì alla proposta dell’ex direttore Ponziani di costituire un consorzio Mastrocola e D’Alberto: «Disponibili e pronti a partire ma è necessario raccordarsi con la Regione»

TERAMO. Gli enti rispondono sì alla proposta di rilancio della biblioteca Melchiorre Delfico suggerita da Luigi Ponziani: una gestione consortile per restituire la storica e prestigiosa istituzione culturale alla città. Il Comune, l’Università, la Provincia sono pronti ad aderire a una formula gestionale che potrebbe dare un sostegno fondamentale alla biblioteca, in termini di risorse e personale. Attualmente la Delfico ha solo nove effettivi, compreso il responsabile Dimitri Bosi, quando la sua vastità e le sue attività ne richiederebbero almeno il doppio per garantire la pienezza di orari e servizi.
La crisi della Delfico, una situazione comune alle altre biblioteche storiche abruzzesi passate nel 2017 dalle Province alla Regione, ha spinto l’ex direttore Ponziani a scrivere a fine maggio una lettera al sindaco Gianguido D’Alberto e al rettore dell’ateneo teramano Dino Mastrocola, suggerendo come possibile rimedio la gestione affidata a un consorzio di enti o a una fondazione, coinvolgendo anche la Provincia, proprietaria della sede, il settecentesco palazzo dei conti Delfico. «La disponibilità dell’università ad aderire a una soluzione gestionale c’è», conferma il rettore Mastrocola, «abbiamo avuto un primo incontro in Comune e un secondo incontro a cui ha partecipato il mio delegato per le biblioteche, Enzo Di Salvatore. Il nodo è la Regione, occorre rapportarsi a essa, altrimenti facciamo passi su un qualcosa che non è di nostra competenza. Ovviamente sono i decisori politici, Comune e Provincia, a dover svolgere un ruolo di mediazione. Entrando nel merito, noi come Università possiamo mettere a disposizione personale e competenze, temo non i fondi, se non quelli necessari alla costituzione di una fondazione».
Restituire la biblioteca alla vita cittadina è il pensiero del sindaco D’Alberto: «La Delfico è un patrimonio di Teramo, un presidio culturale e civile con una funzione fondamentale anche in chiave universitaria, un punto di riferimento per gli studenti. Il Comune coordina il tavolo di incontro interistituzionale, guidato da Ponziani. Abbiamo avviato un confronto con la Regione, che è consapevole dell’esigenza di riordino della materia, lo dimostra il progetto di legge regionale che ridisegna la gestione del patrimonio culturale, museale e bibliotecario, con un’apertura alla sussidiarietà. In questo senso il nostro è un progetto pilota». Per correttezza istituzionale va attesa la nuova legge prima di fare ulteriori passi, precisa il sindaco, «ma se i lavori dovessero allungarsi oltre gennaio chiederemo di attuare la nostra proposta. Siamo pronti per partire. Sogno una biblioteca aperta h24, un luogo vivo: invece è diventata di fatto un’articolazione amministrativa».
«Ho la massima stima di Luigi Ponziani. Alla sua idea di un consorzio di enti locali per la gestione della biblioteca la Provincia è ben contenta di aderire. Ci aspettiamo un invito alla prossima riunione, siamo pronti a dare il nostro appoggio», dice Diego Di Bonaventura, presidente della Provincia, l’ente che ha avuto la gestione della Delfico dal 1949 al 2017. «Era un nostro vanto, un luogo di incontro e scambio culturale, me la ricordo piena di giovani e meno giovani. Diversamente da oggi». Di Bonaventura vede delle opportunità nella possibile revisione della riforma delle Province varata anni fa dalla legge Delrio, portata avanti dalla ministra Maria Stella Gelmini, che a luglio ha istituito una commissione, e dice: «La revisione della riforma dovrebbe riportare alle Province funzioni fondamentali come la cultura e il turismo. Tornerebbero risorse e personale. In virtù della proposta Gelmini, che dovrebbe concretizzarsi in legge nel 2022, si creerebbe una grossa opportunità per ridare slancio con risorse adeguate a un’istituzione importante come la biblioteca».
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