Comune, è scontro sul personale: non c’è accordo sulle promozioni

Cgil, Cisl e Uil: «Incaute mescolanze di persone, funzionari e ruoli e imprudenti iniziative datoriali» L’assessore Core replica: «Su molte questioni abbiamo recuperato il ritardo di altre amministrazioni»
TERAMO. Personale amministrativo sfinito e sfiduciato, prossimo alla rassegnazione: così Cgil, Cisl e Uil parlano dei lavoratori del Comune di Teramo al termine di un incontro sulla questione delle progressioni orizzontali per l'anno 2018.
Una vicenda sulla quale sindacati ed ente non trovano un punto di incontro. Al punto che ieri si è aperta una frattura che ha portato le tre sigle sindacali a diramare una nota durissima che entra nel merito della questione ma tocca anche il metodo. Un metodo, quello del Comune, ritenuto di chiusura verso altre soluzioni o possibilità. Il comunicato parla di «imprudenti iniziative datoriali» e «incaute mescolanze di persone, funzioni e ruoli in ordine alla prevista netta distinzione fra i poteri di indirizzo politico-amministrativo e i poteri gestionali». Una situazione che già da qualche tempo avrebbe fatto venir meno il rapporto fiduciario, ma che ieri ha comunque portato i sindacati a sedersi al tavolo per il confronto sulle progressioni orizzontali col sindaco Gianguido D'Alberto e l'assessore al personale Andrea Core. Ma la discussione non ha dato gli effetti sperati da Cgil, Cisl e Uil tanto che oggi non si presenteranno alla nuova riunione convocata sullo stesso argomento. Il punto di rottura sta su venti lavoratori: per il Comune gli aventi diritto alle progressioni orizzontali sono 40 dipendenti, per i sindacati 60. Uno scarto figlio di letture giuridiche diverse.
L'assessore Core, che ieri ha anche risposto ad una interrogazione del consigliere Franco Fracassa, si è detto stupito dai toni dei sindacati, pronti a proclamare lo stato di agitazione. «Ad oggi non ci risultano situazioni di conflittualità rimaste irrisolte, semmai gravi ritardi recuperati nell’ultimo anno: un esempio su tutti la valutazione dell’attività svolta da dirigenti e dipendenti nelle annualità che andavano dal 2016 al 2020, e la conseguente liquidazione del salario accessorio dovuto. Un grave ritardo accumulato da altri dirigenti e da altre amministrazioni, eppure in quel caso si ricorda solo il silenzio! Oggi finalmente, da tre mesi almeno, i lavoratori stanno trovando in busta paga tutto quanto dovuto e rimasto arretrato», replica Core, «sulle progressioni orizzontali abbiamo a più riprese evidenziato la posizione dell’amministrazione supportata e suffragata da pareri richiesti ed arrivati da autorevoli fonti come Corte dei Conti e Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni e ministero dell’economia e finanza) i quali hanno indicato la strada. Se nessuno fino ad ora si è assunto la responsabilità di chiudere una procedura avviata nel 2018, è evidente la profonda complessità della vicenda. Ma probabilmente questo non giova al dibattito», ha concluso Core confidando nella prosecuzione di un confronto costruttivo fra le parti.(v.m.)
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