«Con Di Sabatino candidato io mi defilo»

Veto di Verna sul presidente della Provincia come concorrente a sindaco: «Non è teramano»
TERAMO. «Se fosse lui il candidato, io mi defilerei». Maurizio Verna, ex consigliere comunale e provinciale Pd, chiarisce la sua posizione sull’eventuale investitura del collega di partito e presidente della Provincia Renzo Di Sabatino alla guida della coalizione per la riconquista del Comune.
La campagna elettorale non è entrata nel vivo e le scelte, soprattutto per le amministrative, sono tutt’altro che fatte, ma il decano dei rappresentanti Dem in municipio mette le mani avanti. «Dopo vent’anni di attività in consiglio credo di potermi permettere una valutazione», spiega Verna, «la candidatura di Di Sabatino non sarebbe opportuna». L’ex consigliere motiva la sua contrarietà con due argomentazioni. La prima è legata alle origini non teramane del presidente della Provincia, nativo di Bellante pur se in città risiede e svolge la professione di avvocato. «Sarebbe un atto di sfiducia nei confronti del gruppo dirigente del capoluogo», osserva, «che finora si è battuto contro un centrodestra arrivato a dominare anche in Regione». La non teramanità di Di Sabatino, a detta dell’ex consigliere, sarebbe un argomento facile concesso ai prossimi avversari per screditare il Pd e metterlo in difficoltà.
L’altra motivazione riguarda la politica adottata dal presidente della Provincia nell’ultimo periodo. «Non ho visto un interessamento da parte sua al capoluogo», fa notare, «non c’è stata alcuna attenzione: anzi, sono anni che si rema contro la città». Verna tiene a precisare che il suo giudizio non è condizionato dallo screzio con Di Sabatino che non l’ha nominato vicepresidente della Provincia. «Se qualcuno pensa che dipenda da questo», conclude lapidario, «sbaglia». (g.d.m.)
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