«Con l’allevamento di cozze porteremo lavoro e reddito»

Roseto, parla Marchese della cooperativa pescatori e futuro gestore dell’impianto: è molto lontano dalla costa
ROSETO . «Sì all’impianto di acquacoltura per la produzione di cozze al largo della costa rosetana». A dirlo è Desio Marchese, membro della cooperativa pescatori e uno dei futuri gestori dell’allevamento di mitili. Dopo il parere positivo della conferenza sulla pesca a Pescara, il sindaco di Roseto Sabatino Di Girolamo ieri aveva dichiarato di volersi battere con tutti i mezzi per far sì che queste autorizzazioni non venissero concesse o, meglio, rimandate in attesa dell’approvazione del piano regolatore del mare e, sulla sua stessa lunghezza d’onda, anche il presidente dell’Area marina protetta del Cerrano Leone Cantarini. Il punto di vista della cooperativa, però, è esattamente l’opposto. Marchese spiega le ragioni e i vantaggi che questi allevamenti possono portare. «La maggioranza della cooperativa rosetana pescatori è favorevole all’opera», dice Marchese, «e spiego il perché: il sindaco fa riferimento al parere negativo sull'impianto di San Vito, ma lì si parlava di un unico proprietario, di una grandezza di 2,5 milioni di metri quadri e di una distanza dalla costa di 2,5 miglia, mentre quelli di Roseto sono due impianti distinti di 1,2 milioni di metri quadrati l’uno, ed è molto lontano dalla costa perché il punto più vicino è a 3 miglia dalla costa e quello più lontano a 4 miglia, di fronte al fiume Vomano. Questo tipo di allevamenti per noi è un’alternativa per creare reddito per la città di Roseto con il pagamento dell’imposta comunale e anche un modo per dare altra occupazione».
Anche sull'impatto ambientale e sui dubbi dell’ Arta e ambientalisti Marchese non è d’accordo. «In Emilia Romagna è pieno di questi allevamenti di cozze», osserva, «e non c’è stato nessun impatto ambientale negativo. E poi quando le vongolare hanno chiesto di pescare nell’area marina protetta gli stessi ambientalisti hanno sempre detto “basta con la pesca, datevi agli allevamenti che sono il futuro”, anche l’Europa li vuole. Ora perché si oppongono?». Marchese si sorprende anche del punto di vista di Cantarini. «Io ero presente alla conferenza», ha concluso Marchese, «e ho sentito il presidente dell’Amp: sinceramente lì non si è espresso né positivamente né in maniera negativa. Ho letto che anche lui ha chiesto una moratoria. Se però si scorre la sua pagina facebook o si ascoltano altre sue dichiarazioni, Cantarini era favorevole agli impianti di mitilicoltura. Perché ora si oppone?».
Luca Venanzi
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