«Con la talassoterapia 5mila posti di lavoro»

LABA ADRIATICA. Più volte, negli ultimi decenni, si è parlato di talassoterapia per rilanciare l'economia della Val Vibrata in crisi e destagionalizzarne il turismo balneare. Ora c'è chi ha fatto i...
LABA ADRIATICA. Più volte, negli ultimi decenni, si è parlato di talassoterapia per rilanciare l'economia della Val Vibrata in crisi e destagionalizzarne il turismo balneare. Ora c'è chi ha fatto i conti e ripropone l'idea legandola al turismo culturale e paesaggistico: «Il mercato "virtuale" dell'iniziativa, a pieno regime e utilizzando per 12 mesi le strutture alberghiere esistenti, arriverebbe a 200milioni di euro l'anno di fatturato globale per Tortoreto, Alba Adriatica e Martinsicuro e una ricaduta occupazionale di quasi 5mila posti di lavoro, indotto compreso», dice Franco Capanna, noto manager originario di Tortoreto in passato anche figura di rilievo nella direzione di Ferrovie dello Stato, mostrando il progetto "Valtora" da lui ideato con l'aiuto di esperti.
Il progetto prevede un'integrazione tra diversi servizi che andrebbero ad ampliare notevolmente l'offerta turistica, permettendo alle strutture della vallata di rimanere aperte tutti i mesi dell'anno. Spiega infatti Capanna: «La costa vibratiana potrebbe offrire talassoterapia professionale e fitness attrezzato per tutto l'anno, attraverso piscine di acqua di mare riscaldata, aree fitness e living coperte. Il tutto in tre "isole" provvisorie e smontabili posizionate sulla spiaggia. L' investimento in attrezzature rimovibili e promozione di lancio è valutabile in 10 milioni . A questo, si potrebbe aggiungere anche l'offerta di strutture per la pesca amatoriale». Capanna continua: «Con un'offerta del genere, legata alle escursioni, la vallata potrebbe imporsi come "base di pernottamento" per il turismo artistico, museale, paesaggistico, storico ed enogastronomico in tutto l'Abruzzo, facendo forza anche sulla vicinanza ai parchi, agli impianti sciistici e alla Capitale stessa». Un progetto che non è però diretto al mercato interno italiano: «è un'offerta innovativa destinata principalmente a popolazioni dimoranti al di sopra del freddo 50esimo parallelo nord, da attrarre in Italia a prezzi competitivi, con pacchetti settimanali inferiori ai 300 euro».
Il progetto "Valtora", quindi, per Capanna altro non è che un "test" a livello locale, di una direzione che per lui dovrebbe prendere tutto il turismo costiero italiano: «sul turismo costiero, non possiamo competere con paesi subtropicali e tropicali che offrono sole e balneazione a basso costo in tutte le stagioni. Abbiamo però il turismo paesaggistico, museale, storico,culturale ed enogastronomico, che possiamo legare alla talassoterapia e il fitness per sviluppare il "fuori stagione" dei nostri 4mila chilometri di costa».
Luca Tomassoni
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