Cona, il Comune azzera il contratto di quartiere

La giunta rinuncia al recupero dell’ex fornace e al centro per la collettività Il comitato: «Promesse mancate, denunceremo le irregolarità della procedura»
TERAMO. «Il Comune ha di fatto azzerato il contratto di quartiere della Cona». La denuncia parte da Domenico Bucciarelli, ex assessore comunale nell'amministrazione di centrosinistra e attuale presidente del comitato civico della zona, che cita una recente delibera di giunta in cui il progetto di riqualificazione, frutto dell'intesa tra l'ente e il consorzio Cci Casa, esce molto ridimensionato. L'intervento originario, concepito nel 2004 e solo parzialmente realizzato utilizzando fondi regionali per cinque milioni di euro, comprendeva opere d'interesse pubblico come il recupero dell'ex fornace Scimitarra, la realizzazione di una struttura da destinare a centro servizi, l'allestimento di un percorso pedonale tra l'ingresso dell'istituto tecnico per geometri e il deposito dell'Arpa, nonchè il prolugamento del parco fluviale del Tordino.
«Ad oggi è stata realizzata solo quest'ultima parte», sottolinea Bucciarelli, che aggiunge: «Con l'ultima delibera l'amministrazione comunale, dopo anni di proclami e promesse mancate, anche nei confronti del comitato che è stato promotore del progetto, nel prendere atto di una serie di difficoltà tecniche ed economiche propone al consiglio una rimodulazione consistente nella realizzazione del solo percorso pedonale, tra l'altro in ambito diverso». Decadono, dunque, l'esproprio e il recupero dell'ex fornace e la realizzazione dell'edificio che da destinare a sede di servizi per la collettività. «Resta l'intervento dell'ufficio d'igiene ambientale della Asl che, su denuncia del comitato», fa notare Bucciarelli, «ha predisposto un piano per liberare la zona dall'amianto da anni accumulato nei pressi delle abitazioni». A detta del presidente, dunque, per il contratto di quartiere della Cona vale l'espressione secondo cui "la montagna ha partorito il topolino".
L'attenzione sull'intervento era stata riaccesa all'inzio di quest'anno dalla Regione che aveva chiesto all'amministrazione cittadina di fare chiarezza sulle opere non ancora realizzate a distanza di oltre dieci anni dallo stanziamento dei cinque milioni di euro. Il Comune, fa notare Bucciarelli, dopo reiterati annunci e rinvii ha dunque preso una decisione che, oltre a cancellare la maggior parte delle opere d'interesse pubblico, comporta la rinuncia parziale ai fondi resi disponibili. La questione, però, non è ancora chiusa. «In questa decennale vicenda si ravvedono numerose e ripetute irregolarità», conclude il presidente, «che porteremo all'attenzione degli organi di controllo regionali».
Gennaro Della Monica
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