Cona, mancati espropri di aree Chiesti danni per oltre 2 milioni

27 Ottobre 2018

TERAMO. Il Comune rischia di dover pagare danni per oltre due milioni di euro a causa un esproprio non perfezionato. È l’effetto devastante per le casse dell’ente che potrebbe derivare da un...

TERAMO. Il Comune rischia di dover pagare danni per oltre due milioni di euro a causa un esproprio non perfezionato. È l’effetto devastante per le casse dell’ente che potrebbe derivare da un contenzioso aperto con i proprietari di aree alla Cona da destinare a edilizia convenzionata. La vicenda risale a 25 anni fa, quando in base alle disposizioni del piano regolatore allora vigente avvio l’occupazione d’urgenza per pubblica utilità dei terreni in questione. Gli appezzamenti furono affidati in diritto di superficie al consorzio CCI Casa per la realizzazione di nuovi alloggi da mettere sul mercato a prezzi agevolati. Il procedimento di esproprio, però, non è mai stato concluso. Per questo i proprietari delle aree hanno sollecitato una «acquisizione sanante» da parte dell’amministrazione comunale e di fronte alla mancata risposta di quest’ultima si sono rivolti al Tar. L’atto di citazione è stato notificato a fine in municipio: l’ente viene chiamato a sanare la situazione dei terreni mai del tutto espropriati erogando il relativo indennizzo ai proprietari. Questi ultimi, in alternativa, sollecitano il Comune a riconsegnargli i terreni in questione nelle condizioni in cui si trovavano al momento dell’occupazione forzata.
Per il lungo periodo di mancato godimento delle aree dovuto all’occupazione che si ritiene illegittima, inoltre, i proprietari hanno avanzato una richiesta di risarcimento danni che ammonta a 2,1 milioni di euro. L’amministrazione considera infondate le rivendicazioni e per questo ha deciso di costituirsi in giudizio contro il ricorso. Le ragioni dell’ente saranno rappresentate al tribunale amministrativo dell’ufficio legale del Comune. Nella delibera di affidamento dell’incarico la giunta stabilisce che l’avvocatura comunale illustrerà al Tar «la complessità della vicenda che si intreccia inevitabilmente con responsabilità altrui, non escluse quelle degli assegnatari, attuali occupanti e beneficiari, rispetto a quanto, invece, prospettato riduttivamente dai ricorrenti». In caso di esito sfavorevole del giudizio, infatti, l’amministrazione si ritroverebbe un debito letale per il bilancio. (g.d.m.)
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