Concessi ulteriori finanziamenti per quattro edifici dell’Ater

In fase di progettazione è emersa la necessità di fare altri lavori: saranno tutti coperti da un fondo La presidente Ceci: «Abbiamo sette interventi in corso e otto progetti che presto andranno in gara»
TERAMO. C’è un altro passo in avanti nella ricostruzione post-sisma delle case Ater, che in provincia di Teramo interessa il grosso delle famiglie sgomberate a causa degli eventi sismici del 2016/17. Con tre decreti, riguardanti quattro edifici, sono state finanziate ulteriori somme rispetto al finanziamento iniziale perché, a seguito della progettazione, è emersa la necessità di un'integrazione degli interventi previsti.
Spiega la presidente dell’Ater Teramo Maria Ceci: «I tre decreti sono stati coperti attingendo a un fondo di accantonamento previsto in una delle ordinanze speciali del commissario Legnini, quella per l'Ater Teramo. Questo fondo può essere utilizzato proprio per coprire ulteriori lavori la cui necessità emerga in fase progettuale. Parliamo di riparazione e rafforzamento locale degli edifici, che può configurarsi come miglioramento o adeguamento a seconda della tipologia di danno». La presidente Ceci continua: «Questi edifici avevano già un’assegnazione di fondi, noi abbiamo richiesto l’integrazione per poter fare ulteriori lavori, ritenuti necessari dai progettisti, rispetto a quando è stata fatta la prima valutazione del danno con le schede Aedes. È stata affrontata una lunga istruttoria tecnico-amministrativa, ma io ho preferito metterci qualche mese in più per avere più fondi».
I maggiori fondi vanno ai seguenti edifici: uno di Civitella del Tronto con cinque alloggi (l'importo stimato era di 448.500 euro, l'importo del progetto approvato 655mila, l'ulteriore somma approvata è di oltre 206mila euro); uno di Atri, tra le vie Di Iorio e Pacini, con 30 alloggi dei quali 12 interessati dall’intervento (importo stimato 409mila euro, importo da finanziare 443mila, ulteriore somma stanziata 34.100); uno di Colledara con sette alloggi (importo iniziale 581mila, un milione e 33mila da progettazione, dati in più 451mila). Con lo stesso decreto riguardante Atri è stata incrementata la somma anche per il complesso di via Giovanni XXIII n. 67 nel quartiere teramano di Colleatterrato, 32 alloggi a canone concordato costruiti nel 2013: qui l’importo stimato inizialmente era di un milione e 105mila euro, è stata concessa un’ulteriore somma di 121.400 per un totale di un milione 226mila. «Per questo edificio», chiarisce Maria Ceci, «avevamo già fatto la gara d’appalto. La prima è andata deserta, abbiamo indetto una nuova gara e c'è la ditta aggiudicataria ma in questo momento siamo in interlocuzione formale con l'Anac e nell'attesa di avere le determinazioni dell'Anticorruzione per l'aggiudicazione definitiva e la successiva consegna dei lavori per l'apertura del cantiere».
La presidente dell’Ater evidenzia che «il tutto è frutto di una stretta sinergia con Ufficio speciale e struttura commissariale» e aggiunge, facendo un punto generale: «La nostra ricostruzione è pienamente avviata. Un intervento, quello di Basciano, è stato completato, e sono sette gli interventi in corso: a Castelli l’avanzamento lavori è del 50%, a Montorio del 60% ed è stato approvato il superbonus, a Notaresco del 95% ma abbiamo anche qui messo il superbonus, a Rocca Santa Maria del 65% ed è in corso la valutazione di una piccola variante per imprevisti, in via Adamoli a Teramo del 58% ed è in corso di approvazione una seconda variante oltre alla valutazione del superbonus, a Valle Castellana del 60% con valutazione del superbonus, in via Spataro c’è la demolizione in corso. Altri cinque progetti», conclude, «sono già stati rimessi e in fase di approvazione e tre in fase di verifica e validazione».
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