«Concessioni, la gara è evitabile»

L’ex consigliere De Santis: nel 2018 furono prorogate fino al 2033
MARTINSICURO. È una questione che sta togliendo il sonno agli operatori del mare quella delle concessioni demaniali in scadenza e delle gare per riassegnarle, che il Consiglio di Stato ordina di fare in tempi rapidi sulla base della direttiva europea Bolkestein. Ma c’è chi sostiene che il comune di Martinsicuro potrebbe non rientrare in questa normativa.
«Va ricordato», spiega l’avvocato Gabriele De Santis, che è stato consigliere di maggioranza del primo governo cittadino guidato da Massimo Vagnoni, «che il Comune di Martinsicuro nel 2018 aveva avviato il procedimento per il riconoscimento dell’estensione temporale per l’occupazione dei beni demaniali marittimi per le attività turistico e ricreative. La legge consentiva di prorogare le concessioni fino al 31 dicembre del 2033: termine che la giunta comunale non ha mai modificato. La giunta dell’epoca avviò un procedimento per il riconoscimento dell’estensione, con un percorso di evidenza pubblica e un nuovo contratto fino al 2033. Proroghe mai registrate sulla Gazzetta ufficiale, cosa che potrebbe essere fatta anche ora».
E qui si pone una questione importante: il Comune di Martinsicuro dovrà rispettare la scadenza delle concessioni al 2033, se ha seguito correttamente la procedura, e dovrà anche evidenziare questo aspetto al Garante della concorrenza, che nel frattempo ha diffidato tutti i sindaci della costa abruzzese sul tema delle concessioni? Il tema è spinoso e anche controverso. De Santis crede che quanto fatto nel 2018 potrebbe prevedere che il comune truentino, fino al 2033, rimanga fuori da quanto deciso dal Consiglio di Stato. Un vertice della categoria, richiesto dagli stessi operatori dell’associazione cittadina, diventa fondamentale per la strategia da seguire. De Santis ha consegnato all’associazione che riunisce gli operatori turistici locali le carte per visionare la situazione e verificare se ci sono strade affinché la cittadina abbia la possibilità di evitare la messa al bando delle concessioni fino al 2033.
Sandro Di Stanislao

