Conclusi i lavori di pulitura del traforo

22 Dicembre 2020

Aspirate dalle calotte 40 tonnellate di polveri sottili. Cancelleri: «E ora via alla messa in sicurezza delle gallerie»

TERAMO. «Un intervento importante, che grazie alla sinergia di tutte le istituzioni coinvolte – la Regione, il ministero dei Trasporti e l’ente Parco e i vari commissari, insieme con Strada dei Parchi – è stato portato avanti velocemente. Un investimento da 10 milioni di euro, che ha permesso di dare lavoro a 250 persone che, per due mesi, hanno pulito le calotte con l’aspirazione delle polveri sottili. Non abbiamo disperso un grammo di polveri inquinanti nell’aria e nell’acqua».
A distanza di due mesi dall’avvio delle attività di ripulitura delle calotte delle gallerie, il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giancarlo Cancelleri, ieri sera è tornato sotto il Gran Sasso per verificare lo stato dell'arte dei lavori. «Abbiamo aspirato 40 tonnellate di polveri sottili senza chiudere l’autostrada», ha detto Cancelleri, «adesso si stanno facendo gli interventi, che termineranno tra il 23 e il 24 dicembre. Sono molto soddisfatto: abbiamo dimostrato che il nostro Paese, se vuole, agisce nel modo migliore e velocemente. E andremo avanti con la messa in sicurezza delle gallerie. Qui c’è da fare un investimento di oltre 200 milioni di euro».
Si è chiuso il ciclo delle attività di controllo delle gallerie autostradali del Gran Sasso. Le operazioni sono state completate con circa due settimane di anticipo rispetto alla data di scadenza fissata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «A ottobre», fa sapere la società Strada dei parchi, «il vice ministro aveva dato il via alle attività di pulitura del traforo del Gran Sasso, dove per la prima volta è stata sperimentata una nuova tecnica: al posto del lavaggio si è proceduto a rimuovere le polveri e i depositi di smog dalle superfici con potenti macchine di aspirazione. Si è trattato di un lavoro imponente, viste le dimensioni delle due gallerie, lunghe complessivamente 20 chilometri». Quella adottata sotto il Gran Sasso è una tecnica innovativa che sostituisce quella tradizionale, che prevedeva il lavaggio con acqua e diluenti delle superfici. Le indagini avviate all’interno del tunnel sono state effettuate utilizzando tecniche e macchinari innovativi come il georadar, attraverso cui un’onda viene propagata all’interno della calotta e fornisce un’immagine spettrografica di ciò che c’è dietro il calcestruzzo, il laser scan, che crea un’immagine tridimensionale della parte esterna della calotta, individuando eventuali anomalie anche microscopiche, e la termocamera, che consente di scovare eventuali infiltrazioni d’acqua.
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