Concorsone Asl, il giudice riammette una candidata

Esclusa per una risposta giudicata corretta dal tribunale, farà la seconda prova Altri venti bocciati si accodano mentre i ricorsi al Tar saranno oltre cento
TERAMO. Colpo di scena nella vicenda del “concorsone” Asl, la prova per assumere 56 Oss (operatori socio-sanitari) a cui si sono iscritti oltre 6mila candidati e, in sede di pre-selezione, hanno partecipato in 3mila. Una candidata esclusa per un punto dalla graduatoria dei 318 ammessi alla seconda prova ha chiesto un intervento cautelare al presidente del tribunale avendo evidenziato che la risposta da lei data a uno dei test della pre-selezione era più corretta rispetto a quella considerata esatta dalla Asl, e il tribunale le ha dato ragione: l’ha infatti ammessa, sia pure con riserva, alla seconda prova che si terrà mercoledì 3 novembre all’università. A ruota, altri candidati esclusi per un punto o poco più hanno contattato lo stesso avvocato della candidata riammessa, Luigi Guerrieri, stanno seguendo l’identica procedura e dovrebbero fare in tempo ad essere riammessi. Si tratta di una ventina di persone.
Su un binario parallelo corre la procedura di ricorso al Tar con la quale un numero molto più elevato di candidati esclusi – la Uil, che li sta assistendo, parla di oltre un centinaio – chiede di sospendere e annullare il concorso. Una quarantina di loro ha fatto richiesta di accesso agli atti, ma a quanto pare quelli che stanno preparando il ricorso sono molti di più. I ricorsi al Tar vertono sull’uso dei telefonini permesso durante la prima prova, sulle buste cellofanate che consentivano di leggere i test in anteprima, sui quiz (secondo i ricorrenti tre-quattro) che avevano risposte che potevano essere entrambe esatte, sulle identificazioni dei candidati non fatte per tutti allo stesso modo. I ricorsi punteranno in prima istanza ad annullare il concorso, in seconda a riformulare la graduatoria degli ammessi.
La Asl, però, è intenzionata ad andare avanti. Alfiero Di Giammartino della Fp Uil stigmatizza l’atteggiamento dell’azienda: «Avrebbero dovuto attendere, invece sembra che stiano facendo una specie di corsa. Un muro contro muro che non è assolutamente consigliabile per una pubblica amministrazione. Hanno perso molto tempo per avviare questo concorso e oggi hanno fretta, ma tanto il vincolo sulle assunzioni a tempo determinato non lo potranno più rispettare perché siamo a fine anno, e dunque dovevano aspettare quantomeno la decisione sulla sospensiva del Tar. Qui c’è il rischio che si vada avanti spendendo dei soldi e poi si debba ripetere la procedura. Il manager Fagnano minaccia di assumere gli Oss attingendo a graduatorie di altre province? Avrebbe potuto farlo prima, visto che la legge glielo consente, invece di usare questo argomento come arma di ricatto».(d.v.)
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