Concussione ai commercianti Condannato il carabiniere
Quattro anni e mezzo e interdizione dai pubblici uffici per il brigadiere Boccuzzi (sospeso dal servizio) È stato ritenuto responsabile di aver abusato della divisa per non pagare la merce in diversi negozi
TERAMO. È con una condanna a quattro anni e sei mesi e l'interdizione dai pubblici uffici che si è concluso, ieri pomeriggio, il processo a Fiorenzo Boccuzzi, il brigadiere dei carabinieri di 50 anni finito davanti al collegio (presidente Franco Tetto, a latere Sergio Umbriano e Lorenzo Prudenzano) con l'accusa di concussione. Processo nel quale Boccuzzi è stato condannato per due capi di imputazione (relativi alla presunta concussione nei confronti di alcuni fornai e nei confronti di un elettricista) ed assolto con la formula "perché il fatto non sussiste" dagli altri due capi (relativi ad episodi che avevano interessato il titolare di un negozio di motocicli e un ottico).
Secondo la Procura, titolare del fascicolo il pm Luca Sciarretta, il militare in più occasioni avrebbe fatto acquisti gratis o pagando pochissimo, approfittando del suo status di carabiniere. Accusa che ieri in aula ha retto, almeno per due capi, con il pm che nel confermare durante la requisitoria l'intero impianto accusatorio aveva chiesto per Boccuzzi una condanna a cinque anni e quattro mesi. Il legale del carabiniere, l'avvocato Gianni Falconi, che nel corso delle ultime udienze aveva evidenziato attraverso i suoi testi presunti dissidi tra il carabiniere ed alcuni dei testimoni dell'accusa, con l'obiettivo di minarne la credibilità, aveva chiesto per il suo assistito l'assoluzione con formula piena.
I fatti contestati a Boccuzzi, che all’epoca era in forza al nucleo radiomobile di Teramo, risalivano ad alcuni anni fa quando il militare, secondo l’accusa, in diverse occasioni approfittando del suo ruolo e della divisa che indossava si sarebbe fatto consegnare da alcuni commercianti generi alimentari, occhiali e un casco da motociclista senza pagarli o pagandoli un prezzo molto più basso del reale valore. A far scattare le indagini erano state proprio le denunce degli stessi commercianti, con il brigadiere che in seguito alle accuse era stato sospeso dal servizio (sospensione ancora in vigore). Boccuzzi ha sempre respinto le accuse, contestando tutti i singoli episodi che gli venivano addebitati. Nel corso del processo sul banco dei testimoni sono saliti diversi commercianti, che hanno confermato come il carabiniere in più occasioni non avrebbe pagato i prodotti e di come non avessero mai denunciato prima perché intimoriti dalla divisa. Tra i testi che hanno sfilato davanti ai giudici nel corso del processo anche il titolare di un negozio di moto, che nella sua testimonianza aveva raccontato di come una volta il militare, dopo essere passato in precedenza con la divisa e l’auto di servizio, si fosse presentato in borghese per acquistare un casco pretendendo di pagarlo meno del dovuto.
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