Concussione, ex maresciallo a giudizio

6 Novembre 2019

L’accusa: avrebbe chiesto alimenti e legna approfittando della divisa. È imputato per truffa in un altro procedimento 

TERAMO. La Procura gli contesta due episodi di concussione e tre di tentata concussione: avrebbe approfittato della divisa per ottenere generi alimentari e carichi di legname.
Per l’ex maresciallo dei carabinieri Ivo Angelini (assistito dall’avvocato Eugenio Galassi e attualmente in pensione) sarà un processo ad accertare la verità giudiziaria. Così ha stabilito il gup Marco Procaccini che ieri sera ha lo rinviato a giudizio davanti al tribunale in composizione collegiale con la prima udienza fissata per il 9 gennaio. L’inchiesta del pm Davide Rosati nasce da un precedente fascicolo aperto sull’ex comandante della stazione di Crognaleto e prima ancora di Corropoli e per cui attualmente l’ex militare è imputato in un processo in corso davanti al giudice monocratico Lorenzo Prudenzano. In questo caso secondo il pm le indagini avrebbero accertato come in numerose occasioni, da luglio 2014 a maggio 2016, l'ex comandante avrebbe attestato falsamente, nel memoriale di servizio giornaliero e negli ordini di servizio, di aver svolto attività d’istituto e servizi esterni che in realtà non avrebbe mai effettuato. Attestazioni che, sempre secondo l'accusa, gli avrebbero permesso di ottenere indebitamente indennità e competenze per un totale di 11.532 euro. Da questa inchiesta è nata quella per cui l’ex militare ieri è stato rinviato a giudizio per fatti avvenuti tra il 2014 e il 2016 a Crognaleto. Nel capo d’imputazione il pm ricostruisce cinque episodi in cui l’ex maresciallo avrebbe ottenuto o chiesto generi alimentari (in particolare formaggi) e carichi di legname. Scrive Rosati: «Nella sua qualità di pubblico ufficiale in quanto comandante della stazione dei carabinieri di Nerito di Crognaleto, abusando della predetta qualità in quanto poneva in essere la condotta in divisa ed utilizzando l’auto di servizio, compiva atti idonei e diretti a costringere la persona offesa a consegnargli indebitamente ulteriori quantitativi di formaggio minacciandola con la seguente frase: “ti hanno comunicato che ora manderò il controllo dei Nas nella tua abitazione?». Secondo l’accusa, inoltre, in un altro episodio, avrebbe costretto un’altra parte offesa, così si legge nel capo d’imputazione, «a consegnargli indebitamente 20 quintali di legna da ardere avanzando più volte e con insistenza richieste in tal senso, proferendo – in un’occasione mentre indossava la divisa – la frase “o mi porti la legna o ti aspetto tutte le sere al ponte di Aprati e ti porto alle pesa”, quindi in una successiva occasione, costringendo la persona offesa, mentre conduceva il proprio autocarro, a fermarsi, utilizzando l’auto di servizio ed azionando i dispositivi visivi ed acustici, nonchè proferendo la frase: “Io non ci metto niente a fermarti”». Accuse, quelle della Procura, che ora dovranno essere provate in dibattimento.
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