Concussione, il cantoniere non risponde al giudice

Il dipendente Anas è accusato di aver chiesto soldi per rilasciare permessi La difesa annuncia ricorso al Riesame: «Non ha commesso nessun reato»
TERAMO. Dice l’avvocato Giannicola Scarciolla, uno dei suoi due legali: «Il mio assistito è sereno perchè confida nella giustizia e non ha commesso nessun reato». Giovanni Di Luca, teramano di 58 anni, capocantoniere dell’Anas, è accusato di concussione e con questa ipotesi l’altro ieri è finito agli arresti domiciliari: secondo la Procura chiedeva soldi agli imprenditori per rilasciare permessi per l’esecuzione di piccoli lavori sulla statale Adriatica.
Ieri nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Roberto Veneziano l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. La sua difesa, rappresentata da Scarciolla e dall’avvocato Stefano Franchi, preannuncia ricorso al Riesame.
Il fascicolo del pm Luca Sciarretta nasce dalla denuncia di un imprenditore. Secondo le accuse il cantoniere sorvegliante, in qualità di incaricato di pubblico servizio, funzione equiparata a quella di un pubblico ufficiale, si sarebbe fatto consegnare dei soldi da almeno tre imprenditori che avevano chiesto dei permessi all’Anas per eseguire alcuni lavori: l’apertura di un varco di un strada privata sulla statale 16 e l’installazione di due cartelloni pubblicitari.
E, secondo le accuse, il capo cantoniere – competente sul tratto teramano dell’Adriatica, da Città Sant’Angelo a Martinsicuro – avrebbe chiesto delle mazzette per concedere i permessi o per accorciare i tempi per il loro rilascio.
Somme modeste, a quanto sembra, commisurate comunque all’entità dei lavori da eseguire: il gip Veneziano che ha firmato l’ordinanza, sempre su richiesta della Procura ha disposto il sequestro di 950 euro trovati in possesso del cantoniere, somma che, secondo gli inquirenti, gli sarebbe stata consegnata da un imprenditore, indotto a pagare per evitare che il dipendente dell’Anas gli bloccasse la pratica con un diniego.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

