Concussione, il carabiniere chiede il processo altrove
La difesa del militare presenta un’istanza per lo spostamento fuori Teramo perché teme un giudizio non imparziale. A giugno la nuova udienza
TERAMO.
Il carabiniere accusato di concussione chiede di essere giudicato fuori Teramo perchè in questa sede non crede di poter avere un giusto processo. Lo fa con una istanza di rimessione che i suoi avvocati hanno presentato ieri mattina al gup nell’udienza preliminare fissata per decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio fatta dalla procura.
Il caso di Fiorenzo Boccuzzi, il 49enne brigadiere dei carabinieri accusato di concussione e all’epoca dei fatti contestati in servizio al nucleo radiomobile, il 18 giugno tornerà in un’aula di giustizia. Sarà la Cassazione a decidere se a Teramo o in un’altra sede.
Ieri mattina, infatti, il gup Domenico Canosa ha preso atto dell’istanza presentata dalla difesa del militare (rappresentata dai legali Gennaro Lettieri e Giannicola Scarciolla) e provvederà ad inoltrare l’istanza alla Suprema corte che potrà accoglierla o respingerla. La rimessione del processo (introdotta con la cosiddetta legge Cirami) consiste nello spostamento del procedimento da una sede giudiziaria all’altra quando fattori esterni, connessi alla particolare situazione ambientale, siano idonei a turbare l’imparzialità dell’ ufficio giudicante territorialmente competente. Nei giorni scorsi, intanto, il tribunale del Riesame ha revocato il divieto di dimora per Boccuzzi, accogliendo l’appello presentato dai legali del militari e revocando il divieto di dimora a Teramo e Montorio, molto probabilmente ritenendo non più esistenti le esigenze cautelari dopo 8 mesi dal provvedimento. Boccuzzi (che dopo il provvedimento è stato sospeso dall’Arma) è accusato dalla procura (Luca Sciarretta il pm titolare del fascicolo) di aver approfittato del suo ruolo e della sua divisa per farsi consegnare da alcuni commercianti generi alimentari, occhiali e un casco da motociclista. Materiale, sostiene l’accusa, che l’uomo o non avrebbe pagato o, in alcune occasioni, avrebbe pagato a prezzi irrisori. Nel corso del primo interrogatorio di garanzia il militare ha respinto tutte le accuse. (d.p.)
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