Concussione Via al processo al cantoniere
TERAMO. Si è aperto ieri il processo che vede imputato un capo cantoniere teramano dell’Anas con l’accusa di concussione. Il collegio presieduto da Sergio Umbriano, dopo aver respinto le eccezioni...
TERAMO. Si è aperto ieri il processo che vede imputato un capo cantoniere teramano dell’Anas con l’accusa di concussione. Il collegio presieduto da Sergio Umbriano, dopo aver respinto le eccezioni sollevate dalla difesa, ha affidato l’incarico per la trascrizione delle intercettazioni.
Il capo cantoniere Giovanni Di Luca, 58 anni, a fine ottobre è finito agli arresti domiciliari (ora è in libertà) in seguito ad un'indagine svolta dalla guardia di finanza di Nereto e coordinata dal pm Luca Sciarretta. Il fascicolo dell’autorità giudiziaria è nato dalla denuncia di un imprenditore. Secondo le accuse il cantoniere sorvegliante, in qualità di incaricato di pubblico servizio, funzione equiparata a quella di un pubblico ufficiale, si sarebbe fatto consegnare dei soldi da almeno tre imprenditori che avevano chiesto dei permessi all’Anas per eseguire alcuni lavori: l’apertura di un varco di una strada privata sulla statale 16 e l’installazione di due cartelloni pubblicitari. E, secondo le accuse, il capo cantoniere – competente sul tratto teramano dell’Adriatica, da Città Sant’Angelo a Martinsicuro – avrebbe chiesto delle mazzette per concedere i permessi o per accorciare i tempi per il loro rilascio. L’imputato è difeso dagli avvocati Giannicola Scarciolla e Stefano Franchi. Si torna in aula il 4 aprile per i primi testi citati dalla pubblica accusa.(d.p.)
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