Condannato a 5 anni e mezzo per la rapina a “Acqua&Sapone”

23 Gennaio 2015

Un uomo di Silvi incastrato dalle scarpe riprese dalle telecamere del sistema di videosorveglianza Il complice aveva già patteggiato. I due vennero inseguiti da un carabiniere e da un cittadino

GIULIANOVA. Incastrato dalle scarpe e da alcuni precedenti specifici. E’ con una condanna a 5 anni e 6 mesi per rapina aggravata che il tribunale di Teramo in composizione collegiale (presidente Flavio Conciatori, a latere Franco Tetto e Enrico Pompei) ha chiuso in primo grado il processo a carico di Lorenzo Monticelli, 42 enne di Silvi, arrestato a giugno con l’accusa di essere uno dei rapinatori del negozio Acqua & Sapone”di via Trieste. Per l’uomo (assistito dall’avvocato Vincenzo Di Nanna) il pm Luca Sciaretta aveva chiesto una condanna a 7 anni.

Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori l’uomo avrebbe messo a segno il colpo con il complice Clemente Terra (che nei mesi scorsi ha patteggiato e che ieri è stato sentito come teste) entrando in azione con il volto coperto e con un coltello a serramanico. I due, dopo essere fuggiti con un bottino di 800 euro prelevati dai registratori di cassa, vennero arrestati dai carabinieri. Per l’accusa l’uomo, dopo il colpo, si sarebbe cambiato gli abiti ma non le scarpe. Quelle che aveva ai piedi quando venne arrestato nella sua abitazione di Silvi erano le stesse riprese dal sistema di videosorveglianza del locale le cui immagini avevano immortalato i due rapinatori all’interno del negozio. Monticelli, che ieri mattina si è sottoposto all’esame da imputato, ha respinto ogni accusa sostenendo di non aver commesso la rapina e che quel giorno, dopo essere stato al mercato per fare degli acquisti, aveva fatto ritorno nella sua abitazione di Silvi con un autobus di linea. Poche ore prima Terra era stato inseguito e arrestato da un appuntato dei carabinieri fuori servizio.

Il carabiniere, che stava passeggiando nelle vicinanze, aveva capito che qualcosa non andava e aveva intimato ai due di fermarsi. I rapinatori però, avevano cominciato a correre in direzione della stazione ferroviaria e, dietro di loro, anche l’appuntato aveva iniziato un lungo inseguimento, culminato nel sottopasso dei binari. Proprio da queste parti, si trovava Marco Calvarese, fotografo e giornalista che, dopo aver aiutato l’appuntato a immobilizzare uno dei due fuggitivi (mentre l’altro era riuscito a fuggire dopo aver scaraventato delle cassette contro il militare e l’altro per i carabinieri era Monticelli ) aveva anche immortalato la scena dell’arresto con la sua macchina fotografica.

E ieri mattina in aula Calvarese, citato come teste dal pm, ha ricostruito quanto visto la mattina del 19 giugno.

La difesa di Monticelli ha annunciato ricorso in appello una volta rese note le motivazioni della sentenza di condanna.(d.p.)

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