Condannato per gli scippi alle anziane

18 Novembre 2021

Un 43enne teramano è finito a giudizio come autore di due colpi, in uno la donna venne spinta a terra e finì in ospedale 

TERAMO. Due colpi a distanza di pochi giorni (uno il 14 e l’altro il 16 maggio 2020) a fare la cronaca di quei momenti. Tra paura e allarme.
Un anno e mezzo dopo l’uomo accusato di aver messo a segno quei due scippi ai danni di anziane, in un caso facendo violentemente cadere la donna a terra e in un altro sfilando un anello dal dito della vittima, è stato condannato a cinque anni e sei mesi per rapina e lesioni.
Il 44enne teramano Fabio Vicerè è stato condannato in primo grado dal collegio presieduto dal giudice Domenico Canosa (pubblica accusa rappresentata dal pm Andrea De Feis). I giudici hanno concesso le attenuanti generiche. L’avvocato difensore dell’uomo, l’avvocato Tulliola Aloè, ha preannunciato ricorso in appello una volta conosciute le motivazioni della sentenza che sono state preannunciate tra novanta giorni.
Due gli episodi contestati all’uomo dalla Procura al termine di serrate indagini fatte all’epoca dai carabinieri della compagnia di Teramo anche grazie a numerose testimonianze. In entrambi i casi l’uomo avrebbe sempre agito in sella a uno scooter con il volto coperto da un casco.
Il primo colpo avvenne in centro e in quell’occasione il rapinatore dopo aver avvicinato l’anziana, una donna di 73 anni, con la scusa di chiederle delle informazioni stradali per raggiungere un determinato luogo prima avrebbe cercato di strapparle la borsetta e davanti alla resistenza opposta dalla vittima, così si legge nel capo d’imputazione, «la spingeva sferrando un violento colpo al corpo della donna che così cadeva a terra sbattendo volto e spalla». La donna finì in ospedale con una prognosi di 25 giorni. Nella borsetta aveva 70 euro, documenti e il telefono cellulare. Il secondo colpo avvenne due giorni dopo, sempre in città. Questa volta il rapinatore, sempre secondo la ricostruzione fatta dall’accusa, con una scusa sarebbe riuscito ad entrare nell’abitazione di una donna di 75 anni (lo fece dopo essersi accertato che il figlio fosse uscito) e una volta all’interno le avrebbe afferrato con violenza una mano e sfilato da un dito un anello d’oro del valore di circa cinquecento euro.
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