Condannato per hascisc, pena scontata

Detenuto lascia il carcere grazie al ritorno in vigore della legge Jervolino-Vassalli: ridotti due anni
TERAMO. A febbraio il pronunciamento della Corte Costituzionale e a fine maggio quello della Cassazione. I giudici della Suprema corte, infatti, a sezioni unite hanno stabilito che vanno rideterminate al ribasso le condanne definitive per spaccio di droghe leggere inflitte nel periodo in cui era in vigore la legge Fini- Giovanardi.
Proprio in virtù di questo pronunciamento il giudice dell’esecuzione penale Roberto Veneziano, nell’accogliere l’istanza presentata dall’avvocato Vincenzo Di Nanna, ha riformulato la pena per un uomo finito in carcere dopo un cumulo di pena per detenzione e spaccio di hascisc.
Complessivamente era stato condannato a 3 anni e quattro mesi per due episodi distinti che gli erano costati un anno ed otto mesi ciascuno. Con la riformulazione della pena in base alla legge Jervolino-Vassalli il giudice lo ha condannato ad otto mesi per ciascuno dei due episodi contestati. Una riduzione, dunque, di quasi due anni. In virtù di questo “sconto” e vista la pena già scontata in carcere l’uomo ieri mattina è stato scarcerato. I giudici della Suprema corte erano stati chiamati a pronunciarsi su una questione più generale rispetto alla norme in materia di stupefacenti: la questione da chiarire, infatti, era se la dichiarazione di illegittimità costituzionale di una norma penale diversa dalla norma incriminatrice comporti una rideterminazione della pena in sede di esecuzione, vincendo la preclusione del giudicato. In tal modo questo principio generale secondo cui l’illegittimità costituzionale di una norma travolge anche le condanne già divenute definitive, assume oggi particolare importanza in relazione agli effetti della bocciatura della legge Fini-Giovanardi sulle condanne passate in giudicate. Inoltre i giudici della Cassazione hanno spiegato che la rideterminazione della pena è possibile anche per i recidivi nel caso in cui venga ritenuta prevalente la circostanza attenuante delle lieve entità del fatto.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

