Condominio solidale, 9 inquilini non vogliono andarsene

26 Febbraio 2020

GIULIANOVA. «Fin quando non avverrà lo sfratto esecutivo, gli inquilini del condominio solidale resteranno lì». A dirlo è Stefania De Nicolais, avvocato delle nove persone che risiedono nel...

GIULIANOVA. «Fin quando non avverrà lo sfratto esecutivo, gli inquilini del condominio solidale resteranno lì». A dirlo è Stefania De Nicolais, avvocato delle nove persone che risiedono nel cosiddetto condominio solidale, in via Sabotino 72 a Giulianova Lido, e che dal 30 novembre, dopo una comunicazione da parte del Comune, avrebbero dovuto lasciare l’immobile. De Nicolais evidenzia le condizioni particolari degli inquilini, in stato di emergenza abitativa e con difficoltà economiche. «Un progetto sociale come quello del condominio solidale», spiega De Nicolais, «non termina con le condizioni oggettive relative a un contratto di affitto, ma si dovrebbe concludere con l’autonomia delle persone coinvolte».
La precedente amministrazione aveva stipulato un contratto con un privato per l’affitto dei quattro appartamenti del condominio, garantendo un contributo di 750 euro per ogni appartamento. Questa persona, a sua volta, ha subaffittato agli inquilini attuali. Il Comune ha comunicato che non è più in grado di sostenere le spese del contratto di locazione in origine e gli inquilini dunque sono stati invitati a lasciare gli appartamenti. «Il Comune può legittimamente dire di non poter pagare gli affitti», precisa De Nicolais, «ma dovrebbe impegnarsi per trovare una sistemazione idonea per gli inquilini. Il Comune ha proposto di pagare i primi tre mesi di affitto, poi gli inquilini dovrebbero provvedere con proprie risorse». Il vicesindaco e assessore al sociale, Lidia Albani, ricorda che due persone, residenti nel condominio, sono andate via dieci giorni fa, trovando un appartamento a 300 euro, utenze comprese, da dividere in due. «Le altre nove persone sono rimaste lì ma dovrebbero lasciare l’immobile», afferma Albani, «come quei due signori hanno trovato l’appartamento, anche gli altri possono trovarlo. Da agosto la nostra spesa sociale è aumentata perché il numero dei minori in casa famiglia è raddoppiato, e il Comune paga al giorno 75 euro per ogni minore. L’assistente sociale, comunque, sta continuando ad aiutarli affinché gli inquilini si rendano di nuovo autonomi».
Luca Venanzi
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