Condominio solidale, è stop agli aiuti
Il primo cittadino e il vice: «Gli inquilini hanno il reddito di cittadinanza, ora possono trovare altro»
GIULIANOVA. Gli ospiti del condominio solidale dovranno trovarsi un’altra sistemazione e pagare di tasca propria il canone di affitto.
Il Comune li aiuterà nella ricerca e li sosterrà nel percorso di reinserimento sociale, ma non è più disposto a pagare le spese come è stato fatto negli ultimi sei anni. La decisione è stata ufficializzata ieri in conferenza stampa dal sindaco Jwan Costantini e dal vice con delega alle politiche sociali Lidia Albani. «Nella relazione di luglio, l’assistente sociale ha certificato che gli ospiti del condominio, percepiscono il reddito mensile di cittadinanza e di conseguenza possono associarsi liberamente per affrontare le spese di locazione presenti sul mercato», ha detto la vice sindaca, «continueremo ad aiutarli nella ricerca di un appartamento dove possano vivere insieme ed offriremo ad ogni nucleo familiare, tramite l’Unione dei Comuni, un contributo fino a un massimo di 750 euro. Nessuno li caccerà via il 31 ottobre. Aspetteremo ancora qualche settimana affinché per tutti venga individuata una nuova sistemazione».
Dal 2013 al 2019 il Comune ha speso 306mila e 226 euro per pagare le spese relative all'emergenza abitativa, prima per utenti ospiti in strutture ricettive di cui, in seguito, una parte è stata collocata nel condominio di via Sabotino. «Un’emergenza abitativa che dura sei anni è una contraddizione in termini», ha detto Costantini, «i nostri predecessori hanno portato avanti l’iniziativa del condominio solidale facendo una scelta politica che noi non ripeteremo. Hanno speso 300mila euro di soldi pubblici per mantenere 11 persone, sempre le stesse, quando con quei fondi avrebbero potuto e dovuto aiutarne di più. In punto di diritto bisogna specificare che gli inquilini del condominio solidale hanno tutti dei figli, o comunque una rete famigliare alle spalle, che dovrebbe, come è naturale che sia, prendersi cura di loro, non lasciando che a farlo debba essere la pubblica amministrazione». Costantini e Albani hanno sottolineato: «Continueremo ad occuparci di emergenza abitativa mettendo a disposizione di chi ne avrà necessità delle strutture, purché l’assistenza abbia una durata prestabilita e le persone si adoperino per reintegrarsi nella società, dando assoluta priorità ai disabili e agli anziani che non hanno alle spalle una famiglia che possa aiutarli». Nel corso della conferenza stampa è stato inoltre annunciato l’aumento della spesa sociale dell’ente a causa del raddoppio del numero di minori ospiti di Case Famiglia.
Mirella Lelli
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