Confartigianato minaccia denunce al Comune di Alba

ALBA ADRIATICA. Ancora minacce da Confartigianato nella guerra sui mercatini: dopo aver annullato l’evento in via Toscana del 19 giugno in polemica sulla richiesta di steward per la sicurezza, l’assoc...
ALBA ADRIATICA. Ancora minacce da Confartigianato nella guerra sui mercatini: dopo aver annullato l’evento in via Toscana del 19 giugno in polemica sulla richiesta di steward per la sicurezza, l’associazione guidata da Luciano Di Marzio pensa ad un altro esposto alla Procura contro il Comune di Alba. Già nel 2016, infatti, l’associazione di categoria denunciò l’ente albense (ma anche il Comune di Martinsicuro) per la ripartizione dei mercatini tra le diverse realtà associative. Ora lamenta la Confartigianato: «Dopo essere stati già penalizzati nel dover annullare il mercatino in via Toscana, con le nostre comunicazioni Pec inviate all’assessore Ambra Foracappa rimaste senza risposta, ieri la stessa si è ricordata di leggere la nostra richiesta di assegnazione di una nuova data, chiedendoci di sceglierne una tra il 4 e il 10 settembre, quando la stagione estiva sarà già finita. Alle altre associazioni ha invece assegnato date nel mese di giugno, luglio ed agosto. Già l’anno scorso fummo costretti a contattare la Procura, perché nessuna data ci fu assegnata. Ricordiamo, inoltre, che la legge regionale prevede che, prima di decidere il calendario delle manifestazioni estive, bisogna convocare le associazioni più rappresentative a livello nazionale, lista di cui Confartigianato è prima in assoluto».
L’associazione, poi, scrive anche al Comune di Martinsicuro: «Non sappiamo se riusciremo a realizzare il mercatino di via Filzi a Villa Rosa previsto per domenica (domani, ndc). Questo perché ci viene richiesta dal Comune la presenza degli steward, ma non ci viene indicato con quale potere o a quale titolo gli stessi possano vietare l’ingresso “ai soggetti estranei” che vengono al mercatino, in quanto l’area non è chiusa. Dovremmo quindi essere noi ad occuparci della sicurezza quando gli organi preposti sono le forze dell’ordine».(l.t.)

