Confcommercio elegge Giovannelli il delfino di Di Sante

18 Novembre 2016

L’albergatore diventa presidente per acclamazione «Ora dobbiamo reagire ai problemi causati dal terremoto»

TERAMO. Giammarco Giovannelli è il nuovo presidente di Confcommercio. Ieri sera il consiglio, composto da una quarantina di rappresentanti di tutti i sistemi produttivi del terziario ha eletto per acclamazione il successore di Giandomenico Di Sante.

A quasi un mese dalla scomparsa, l’associazione di categoria ha sostituito lo storico presidente. Il passaggio è avvenuto alla presenza dei tre figli, Tiziana, Attilio e Marcello. Il consiglio si è aperto con una commemorazione di Di Sante. E’ stata letta una lettera in cui il presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli ha ricordato i 22 anni di militanza nell’associazione di Di Sante. Anche Tiziana ha ricordato l’impegno del padre, suscitando momenti di forte commozione in tutto il consiglio che poi ha regalato una targa commemorativa ai figli.

A coordinare lo storico momento è stato il vice presidente vicario Dario Sfoglia, che a nome della giunta ha proposto l’elezione per acclamazione dell’unico candidato, Giovannelli. Una successione attesa, visto che Giovannelli è stato da sempre indicato come il delfino, in Confcommercio, di Di Sante: l’ha affiancato per 13 anni. Quarantacinque anni, albergatore, Giovannelli al momento dell’elezione era già amministratore e vicepresidente di Confocommercio e presidente di federalberghi Abruzzo. Nella stessa seduta Tiziana Di Sante è stata eletta presidente di Federmobili.

«La Confcommercio di oggi è il risultato dell’apporto morale e professionale del presidente Di Sante, apporto che ha saputo trasferire anche ai suoi collaboratori», commenta Giovannelli, «ringrazio la giunta a partire dal vice presidente vicario che paternamente ha voluto accordarmi questa opportunità: sono certo della sua vicinanza per le sfide del futuro. A partire dalle tematiche urgenti che ci preoccupano: oltre alla crisi, anche il dramma del sisma che ha colpito gravemente la città di Teramo e la provincia. Dobbiamo reagire immediatamente con servizi e assistenza, certi e puntuali, alla categoria. Mi auguro che lo sviluppo di questa confederazione, che si appresta a valutare l’opportunità di una fusione regionale, sia preso in considerazione dagli enti, a partire dai sindaci».

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