Conferma dal Dna: il corpo è di Renata

15 Novembre 2017

Oggi a Macerata sarà eseguita l’autopsia e domani i Ris cercheranno altri indizi nella casa della pittrice ad Ancona

GIULIANOVA. Primi, inoppugnabili riscontri sull’identità del cadavere trovato nelle vicinanze di Tolentino. Il test non è completo, ma i primi risultati dell'esame comparativo del Dna condotto sui resti della donna trovata morta il 10 novembre e i campioni di saliva e capelli prelevati dai figli confermano che il cadavere è quello di Renata Rapposelli.
Oggi l’analisi del Dna sarà completa, ma già il risultato parziale è risultato attendibile. Tanto che la procura di Ancona – indaga il sostituto procuratore Andrea Laurino – ha già disposto l’autopsia sui miseri resti. Si svolgerà questa mattina alle 9,30 all’obitorio dell’ospedale di Macerata. La procura ha dato l’incarico ad Antonio Tombolini, il medico legale di Macerata che ha fatto l’ispezione cadaverica subito dopo il ritrovamento del cadavere, e a Loredana Buscemi, dell’istituto di medicina legale di Ancona, che ha anche seguito l’esame del Dna.
Della fissazione dell’autopsia sono stati informati i due indagati per concorso in omicidio e occultamento di cadavere, l’ex marito e il figlio della pittrice 64enne scomparsa da Ancona il 9 ottobre scorso: il 74enne Giuseppe Santoleri e il figlio 43enne Simone. Gli avvocati Gianluca Reitano (per Simone Santoleri), Alessandro Angelozzi (per Giuseppe Santoleri) e Gianluca Carradori (per entrambi) hanno deciso di nominare un consulente di parte: è Giuseppe Sciarra che però oggi non prenderà parte all’autopsia.
Comunque sia, dall’esame autoptico, non ci si aspettano risposte decisive. Il corpo di Renata Rapposelli è stato ritrovato il 10 novembre, cioè un mese dopo quel 9 ottobre giorno della sua scomparsa e probabilmente della sua morte. Le intemperie, l’umidità del fiume Chienti sui cui greto è stato ritrovato, gli animali e il trascorrere del tempo hanno deteriorato notevolmente il corpo, tanto che in un primo momento si pensava che la vittima fosse un uomo di colore.
Il giorno successivo, cioè domani, è previsto invece un sopralluogo dei carabinieri del Ris nell'appartamento di via Pescheria ad Ancona dove la Rapposelli abitava. Questo induce a supporre che la procura si stia muovendo su diverse piste, visto che entrambi gli indagati dichiarano di non essere mai stati nell’abitazione di Ancona. Qui la pittrice viveva, da sola, da un paio d’anni. E in questa casa, a parte un sopralluogo iniziale dei carabinieri, non sono finora stati fatti accertamenti tecnici. La procura sta cercando di individuare il luogo dove è avvenuto il delitto: i Ris hanno già passato al setaccio la casa dei Santoleri a Giulianova, dove la donna si era recata il 9 ottobre.
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