«Confermate le accuse di Simone alla madre»
Processo Santoleri. Per uno dei legali dell’uomo la prova l’avrebbe fornita la sua ex convivente
GIULIANOVA. Un’udienza fiume con le testimonianze di sorella ed ex convivente a raccontare Simone Santoleri e il padre Giuseppe a processo con l’accusa di aver ucciso la mamma ed ex moglie Renata Rapposelli. Ma anche, sostiene la difesa, a confermare alcune delle accuse fatte dallo stesso Simone nel corso dell’inchiesta. A cominciare da quelle lanciate in più occasioni nei confronti della mamma che, ha sempre sostenuto l’uomo, «mi ha sbattuto fuori casa quando avevo 16 anni». A confermarlo l’ex convivente che proprio nell’udienza di lunedì ha raccontato di averne avuto conferma proprio dalla Rapposelli nel corso di un incontro che sarebbe avvenuto all’epoca in cui conviveva con Santoleri. «Rispondendo ad una mia domanda», spiega l’avvocato Gianluca Reitano, difensore di Simone insieme al collega Gianluca Carradori, «l’ex convivente ha raccontato come proprio nel corso di un incontro svoltosi nella casa di Giulianova la vittima le confermò le accuse fatte da Simone. E in particolare, ha dichiarato la teste in aula, le disse di averlo fatto perché pensava che avesse il demonio». L’ex convivente, inoltre, ha sostenuto che sempre in quell’incontro «la mamma di Simone confermò di aver bruciato delle magliette con il nome di alcuni complessi rock appartenenti al figlio perchè pensava fossero indemoniati e di aver più volte lan ciato dell’acqua al figlio nell’intento di benedirlo». Ma c’è un altro aspetto emerso nell’ultima udienza che la difesa di Simone ritiene importante nel ricostruire il contesto della vicenda. «E’ chiaramente emerso che in poco meno di sei mesi i 50mila euro che nel 2013 la signora Rapposelli aveva sul suo conto e che erano frutto della liquidazione ottenuta dalle Poste», spiega ancora Reitano, «siano spariti senza sapere dove. Sul conto sono rimaste poche decine di euro». Secondo Simone buona parte di quei soldi sarebbero stati usati dalla donna per pagare la registrazione di un video di promozione e vendita dei suoi quadri. A fine novembre in un interrogatorio davanti al pm Enrica Medori (titolare del fascicolo) Giuseppe Santoleri ha accusato il figlio Simone di aver soffocato la mamma nella loro casa di Giulianova (dove la donna era arrivata da Ancona) al termine dell’ennesima lite scoppiata per questioni economiche, di non aver detto nulla per paura e di averlo successivamente aiutato a disfarsi del corpo della donna trovato un mese dopo la scomparsa in una scarpata di Tolentino. Una versione, quella del padre, sempre smentita dal figlio secondo cui quel giorno il padre Giuseppe avrebbe riaccompagnato la ex moglie a Loreto. (d.p.)
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