Confesercenti accusa «Appello dei negozianti ispirato dal sindaco»

30 Aprile 2017

TERAMO. L'appello delle associazioni dei commercianti contro il pericolo di commissariamento del Comune scatena un putiferio e divide la categoria. A gettare ombre sull'origine di quella presa di...

TERAMO. L'appello delle associazioni dei commercianti contro il pericolo di commissariamento del Comune scatena un putiferio e divide la categoria. A gettare ombre sull'origine di quella presa di posizione e a lanciare accuse nei confronti del sindaco dimissionario e di alcuni non meglio precisati colleghi sono Antonio Topitti e Giancarlo Da Rui, rispettivamente dirigente e presidente comunale di Confesercenti. Secondo loro, il testo firmato anche dalla loro organizzazione, oltre che da Confcommercio e altre, che si schiera contro l'ipotesi di arrivo del commissario, sarebbe stato ispirato da Maurizio Brucchi. Lui, stando alle risultanze di una «accurata indagine», si sarebbe rivolto «ad alcuni operatori commerciali del centro storico, di area politica di centrodestra, alcuni anche con ruoli di dirigenti in una nota associazione di categoria, chiedendo loro la redazione e pubblicazione di un documento sponda al quale successivamente lui avrebbe risposto positivamente, al fine di superare la sua difficile situazione politica». L'indicazione del sindaco, dunque, sarebbe stata concretizzata «in una ristretta riunione» durante la quale l'appello è stato redatto e «successivamente portato a conoscenza dei dirigenti provinciali di tutte le associazioni di categoria del settore commercio». Alcuni dei firmatari però «erano in vacanza fuori Teramo, addirittura all'estero» e tra loro compariva anche Topitti che, pur essendo in città, «non è stato per nulla informato dell'iniziativa».
Immediata e ferma la reazione di Brucchi. «Non ho chiesto a nessuno di stilare quel documento», contrattacca, «accetto le critiche come sindaco, ma non consento che si leda la mia dignità e venga messa in dubbio la mia onestà intellettuale». Da Rui e Topitti, secondo lui, «non hanno capito che il tema non sono io, che posso tranquillamente restare a casa, ma il futuro della città». Per questo «usano la strumentalizzazione per fini personali che mi sfuggono e che non m'interessano». Il sindaco dimissionario pretende scuse ufficiali, in assenza di chiarimenti sui motivi per i quali avrebbe indotto le associazioni a schierarsi contro il commissariamento. «Quel documento non cambia certo la situazione politica», conclude Brucchi, «se hanno qualcosa da chiarire con la loro organizzazione, è un problema loro: non tirino in ballo me».
A escludere ingerenze da parte del primo cittadino è anche Dario Sfoglia, rappresentante di Confcommercio. «Non c'è stata alcuna pressione», tiene a evidenziare, «il nostro era un richiamo al senso di responsabilità di tutti». (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA