Confesercenti lancia l’allarme: «Il turismo rischia il declino»

3 Febbraio 2022

Il presidente regionale Grimi: «Due mesi di boom estivo non salveranno i conti in rosso delle imprese Strutture ricettive e ristoranti costretti a chiusure mirate, è un circolo vizioso da cui si deve uscire»

TERAMO. Non basterà la prossima stagione estiva a rialzare le sorti del comparto turistico abruzzese e teramano, che si trova in seria difficoltà. Gianluca Grimi, presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti, prova a scattare una fotografia della situazione attuale e a tracciare una previsione, analizzando come si svilupperà il turismo teramano nel 2022: tema complesso e non scontato alla luce degli effetti della pandemia.
«Innanzitutto, c’è da dire che le strutture di accoglienza invernale arriveranno provate da una stagione sottotono», dichiara Grimi, «per non parlare della filiera della ristorazione, che è stata depauperata dalla mancanza di incassi invernali, gravata da alti costi di gestione e quindi senza possibilità di investire. In base a ciò, occorre fare ogni sforzo possibile affinché la prossima sia una stagione piena». Secondo il presidente di Assoturismo, dirimente sarà il periodo di Pasqua, che rappresenterà il vero spartiacque di una situazione difficile: se si potrà mettere in moto appieno la macchina turistica, solo allora si potrà eventualmente parlare di ripresa del turismo. «I due mesi di boom estivo, ammesso che ci siano, non saranno sufficienti per riportare in positivo i conti delle aziende», afferma Grimi, «solo i balneatori non risentono di questa tipologia di congiuntura, ma a loro volta sono gravati dal peso della destrutturazione del comparto a causa della direttiva Bolkenstein. Ci aspettiamo comunque una stagione in linea con quella dello scorso anno, caratterizzata da turismo di prossimità e presenze quasi totalmente italiane, anche se non è questo il futuro a cui tendere: senza una programmazione diversa, interventi infrastrutturali e un diverso modo di approcciare ai mercati, il turismo teramano si avvierà a un rapido declino».
Il comparto della ristorazione è fra quelli che più hanno risentito della crisi pandemica che stiamo vivendo, condizionando, di conseguenza, i comportamenti della clientela, a prescindere dal Green pass; molte aziende stanno quindi decidendo di chiudere spontaneamente nel periodo invernale, dando per scontato che il cliente si ritrae dai consumi durante l’inverno, riservando i propri risparmi al periodo estivo. «Di questo passo», puntualizza il presidente di Assoturismo, «ci troveremo sempre più di fronte a chiusure mirate delle aziende, in alcuni periodi dell’anno, laddove il costo dell’energia elettrica e del gas divora il poco lavoro, per riaprire solo nell’alta stagione, come Pasqua, Natale, l’estate e situazioni particolari: una tale fenomenologia si rifrange in modo negativo sulla forza lavoro, sulle famiglie, sulle ditte fornitrici e sull’appeal turistico. Un circolo vizioso, per nulla virtuoso, dal quale occorre uscire al più presto».
Solo la ripresa completa del settore turistico quindi, a detta di Grimi, potrà innescare un nuovo circolo virtuoso del commercio, dei servizi, degli investimenti e della tassazione locale. La proposta del presidente è quindi «ragionare in termini nuovi e far sponda sull’intero territorio della provincia: non iniziative comunali ma territoriali, affinché il turismo possa essere degnamente rilanciato». E così conclude: «Occorre che la costa si presenti in modo univoco riguardo l’imposta di soggiorno; inoltre i lungomari del comprensorio costiero teramano vanno riqualificati urgentemente in sinergia con gli operatori. Non possiamo perdere il mercato tedesco, tutto quello del nord e dell’est Europa: stavolta non possiamo permetterci di fallire nella promozione della destinazione teramana».
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