Confindustria, i soci dicono sì alla fusione con Chieti e Pescara
L’assemblea ratifica l’unione, che avverrà entro il 2017 Il presidente Zippilli: «Quella con l’Aquila era in stallo»
TERAMO. Confindustria Teramo entro l’anno prossimo si fonderà con quelle di Pescara e Chieti. Una decisione già adottata all’unanimità dal consiglio direttivo dell’associazione degli industriali il 9 dicembre del 2015 e confermata il 18 aprile nell’assemblea dei soci, sempre all’unanimità.
La scelta di archiviare il progetto di fusione con L’Aquila in Confindustria “Gran Sasso” ormai era ben chiara da tempo, visto che mentre l’unione fra le associazioni di Pescara e Chieti è andata avanti spedita, quella fra le altre due è rimasta al palo. E allora Confindustria Teramo ha deciso di anticipare i tempi. Infatti la fusione a coppie, secondo il piano di riforma di Confindustria nazionale dovrebbe preludere alla creazione di un’unica Confindustria in Abruzzo. E dunque, seguendo anche la strada aperta dall’elezione di Agostino Ballone a presidente di Confindustria Abruzzo, Teramo ha deciso di unirsi a Pescara e Chieti anticipando nei fatti l’idea di una sola Confindustria in regione, da cui a questo punto rimane fuori L’Aquila.
Ma forse qualche dubbio sulla fusione con Pescara-Chieti qualche imprenditore ce l’ha, anche se non è emerso nell’assemblea dei soci. Il presidente di Confindustria Teramo Cesare Zippilli osserva che «all'ultimo direttivo ha partecipato una percentuale importante di soci (una ventina, ndr) quelli che hanno sempre partecipato. Tra l'altro in Confindustria funziona a quote e non a teste, il problema è di come si guardano i numeri. In ogni caso chi è assente ha sempre torto, se ha dubbi può esprimerli negli organismi di categoria». Rispetto alla fusione con Pescara-Chieti sottolinea come la riforma nazionale obblighi le territoriali ad aggregarsi nell'ottica di dare migliori servizi agli associati. «Inizialmente Teramo doveva unirsi con L'Aquila e Pescara con Chieti per poi dare vita ad un'unica Confindustria regionale», commenta, «ma mente Pescara e Chieti sono andati avanti noi abbiamo accumulato dei ritardi. La nuova presidenza regionale, proprio visti questo ritardi ha proposto questo punto di andare direttamente ad un'unica fusione. Su questo ci sono documenti condivisi e sottoscritto». Dunque, visto che L'Aquila resta ferma a Teramo si decide di andare avanti. «L'altro giorno non abbiamo fatto altro che riconfermare la volontà di fare la fusione a livello regionale», conclude Zippilli. Quando nel 2017 si concretizzerà la fusione, comunque la sede di teramo resterà attiva, anche se ci sarà un solo presidente e un solo direttore, con un comitato di presidenza in cui sarà rappresentata anche Teramo.
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