Confindustria: «La crisi qui non è ancora finita»

La relazione annuale del presidente Zippilli individua «deboli segnali» di ripresa Critiche a politica e sindacato: «Troppi attacchi alle imprese, troppa ideologia»
TERAMO. Confindustria Teramo ha tenuto l’assemblea generale ordinaria dei soci, durante la quale il presidente Cesare Zippilli ha presentato la consueta relazione annuale.
Secondo Zippilli «l’economia provinciale non ha ancora superato la grave crisi che ha colpito il nostro Paese. Si notano deboli segnali di inversione di tendenza, ma rimane ancora preoccupante lo stato di difficoltà in cui versano numerose aziende. È molto marcato in provincia il sistema duale delle imprese: ossia, imprese che investono in innovazione di processo e di prodotto ed esportano sui mercati internazionali che non presentano alcun problema e imprese, invece, che non investono in innovazione e ricerca che, purtroppo, navigano nella crisi».
Nell’assemblea di Confindustria sono stati anche forniti dei dati riferiti al 2016, alcuni dei quali sono positivi. «Le esportazioni sono cresciute del 4,4% raggiungendo il valore assoluto di 1,25 miliardi di euro. I comparti che hanno fatto registrare la migliore performance sono: pelletteria, gomma/plastica e macchinari/apparecchiature. Sono diminuite le ore autorizzate di cassa integrazione, passando da 5,9 milioni del 2015 a 3,6 milioni del 2016».
Meno bene l’andamento dell’occupazione. «Circa 2.000 le unità espulse dal mercato del lavoro, con un tasso di disoccupazione ancorato alle due cifre (11,9%) e una percentuale di disoccupazione giovanile ancora troppo alta». Nel corso del 2016 si sono registrati in provincia 75 fallimenti, in netto calo rispetto ai 216 dell’anno precedente. Anche i concordati e gli accordi sono diminuiti rispetto al 2015 facendo registrare un calo del 57,5%.
Il presidente ha messo in luce come in provincia, tra gli imprenditori, si respiri «una certa preoccupazione per il riemergere di un sentimento “anti-industriale” e di un deterioramento di relazioni industriali che, francamente, si pensava fosse alle spalle. Non si comprendono», ha detto, «gli attacchi ad imprese che investono, creando posti di lavoro e ricchezza per il territorio, così come non si comprende l’atteggiamento della politica locale - a volte invasivo - rispetto ad alcune crisi industriali che hanno interessato aziende del nostro territorio».
Infine, Zippilli ha rivolto un appello alle organizzazioni sindacali, alle quali, dice, «si chiede di fare un salto di qualità. Si abbandonino le posizioni ideologiche che in questi ultimi mesi hanno tenuto banco e si avvii una nuova stagione di relazioni sindacali mettendo al centro il lavoro».(red.te)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

