Confindustria, nuovo patto Teramo-Ascoli

13 Giugno 2023

I due direttivi sono tornati a incontrarsi dopo anni, l’obiettivo è collaborare sulle tematiche comuni

TERAMO. Un consiglio generale allargato ha visto nuovamente insieme gli imprenditori aderenti alle realtà territoriali di Confindustria delle province di Ascoli Piceno e Teramo. Un incontro che mancava da diversi anni e che è stato organizzato di comune accordo venerdì scorso nella prestigiosa sede della sala della Vittoria, nella Pinacoteca civica di Ascoli Piceno.
Il presidente di Confindustria Ascoli Simone Ferraioli, affiancato dal direttore Corrado Alfonzi, ha aperto i lavori ricordando le numerose opere infrastrutturali che legano i territori – dai vari ponti sul Tronto alla diga di Talvacchia – come anche quelle ancora da realizzare, dal ponte Ancaranese alla pista ciclabile costiera, dal potenziamento autostradale alla bretella pedemontana che colleghi definitivamente Teramo con la Mezzina e la superstrada Ascoli-Mare. «Un’area storicamente soggetta a un fenomeno di osmosi occupazionale e imprenditoriale tanto che», ha ricordato il presidente Ferraioli, «gli stessi Sistemi locali del lavoro individuati dall'Istat nel censimento della popolazione prendono in considerazione comuni al di là del confine regionale; non è un caso che Confindustria Ascoli Piceno e Confindustria Teramo abbiano già più volte collaborato per dare sostegno alle aziende che insistono nell’area industriale del Tronto e della Val Vibrata».
Il presidente di Confindustria Teramo, Lorenzo Dattoli, giunto con una nutrita delegazione della propria governance e con il direttore Luciano De Remigis, ha sottolineato che «i territori hanno molte tematiche in comune e lo dimostra il fatto che Val Vibrata e Valle del Tronto sono state riconosciute già nel 2016 come “Area di crisi industriale complessa”, senza dimenticare la condivisione del cratere sismico 2016/2017, che vede allineati 16 comuni teramani e 22 ascolani. La crescita comune non può non passare per una condivisione di intenti finalizzata a migliorare il livello infrastrutturale e, di riflesso, l'attrattività degli investimenti».
Una fusione tra le due realtà confindustriali è impossibile per regolamento, ma la volontà condivisa è ora quella di continuare a incontrarsi e analizzare le singole tematiche di interesse, creando specifici tavoli di lavoro che possano essere anche da stimolo per le amministrazioni locali .(red.te)