Consegnate le casette a dieci famiglie sfollate

Mazzocca inaugura il secondo villaggio Sae, due parroci benedicono le chiavi per gli abitanti delle frazioni Leognano, Collevecchio e Villa Maggiore
MONRTORIO. Taglio del nastro ieri mattina a Montorio al Vomano per la cerimonia di consegna alle famiglie terremotate delle dieci casette antisimiche della frazione di Villa Maggiore. Un villaggio di Sae (soluzioni abitative emergenziali» il secondo nel comune dopo quello del capoluogo (44 moduli sisma 2016 e gli oltre 50 del 2009), che accoglie gli sfollati delle frazioni di Villa Maggiore, Leognano e Collevecchio.
Ed è stata tanta l'emozione negli occhi degli occupanti che hanno ricevuto le chiavi benedette dai parroci don Nicola Iobbi e don Matteo Di Bartolomeo. «Abbiamo perso la nostra abitazione di Collevecchio ed è bellissimo riaverne un’altra dopo un periodo buio», hanno detto entrando nella casetta George Trifan Doru , sua moglie e le sue figlie, «Ora possiamo ricominciare la nostra vita». Entusiasmo, ma anche un po’ di nostalgia per Luigi Di Silvestre che abitava nel centro di Leognano. «Sono stato da mia figlia per tutto questo tempo e oggi io e mia moglie entriamo in questa casa con la speranza di tornare presto nella nostra», ha commentato, «in paese ho vissuto una vita ed eravamo una grande famiglia, ora ripartiamo da zero, ma finalmente abbiamo un punto di riferimento stabile». Una consegna che è arrivata in ritardo rispetto alla prima tranche del capoluogo dell'aprile scorso «per problemi legati al collegamento delle utenze che hanno dovuto oltrepassare la Statale 80 anche se le casette erano pronte» come ha spiegato il sottosegretario alla Regione Mario Mazzocca. A Montorio per gli eventi sismici 2016-2017 ci sono 54 moduli per un importo totale di 5 milioni di euro tra i quali 3.804.837,79 euro per le Sae e 1.296,352,03 per le opere di urbanizzazione. «Abbiamo fatto di tutto per abbreviare la consegna perché anche solo un giorno è importante per queste famiglie che ringraziamo per la pazienza che hanno avuto», ha spiegato Enio Facciolini, sindaco di Montorio, «oggi è un bel momento perché si risolve provvisoriamente un problema, ma c’è sempre quel velo di tristezza per ciò che è accaduto. Queste casette non vanno a sostituire le proprie case, luoghi di ricordi indelebili, ma possono ricreare un ambiente sereno nelle famiglie e una piccola comunità. Sperando che con l’impegno di tutte le istituzioni si permetterà di far rientrare il prima possibile la gente nelle proprie abitazioni». Presenti alla cerimonia anche il resto dell’amministrazione comunale, alcuni sindaci del Teramano, il viceprefetto Maria Laura Liberatore che è stato commissario a Montorio e i due gruppi di opposizione “Montorio che vive” e “Montorio avanti insieme” che hanno consegnato dopo il sindaco e alcune autorità le chiavi delle casette. «Su questi aspetti non c’è divergenza politica», ha concluso il consigliere di minoranza Marco Citerei.
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