Consegnate le prime case agli sfollati

Sono 18 dei 139 appartamenti antisismici acquisiti dall’Ater in tutto il cratere con fondi della Protezione civile
MONTORIO. «Finalmente possiamo riavere una casa dove poter ritrovare stabilità e calore familiare». Queste le parole emozionate degli sfollati del terremoto del 2016 di Montorio al Vomano durante la consegna, ieri mattina in municipio, delle chiavi dei nuovi e antisismici alloggi provvisori a essi destinati. Sono 18 appartamenti in due palazzine di via Settembrini e di via Piane, acquisite dall’Ater con i fondi della Protezione civile e che saranno occupate da altrettante famiglie fino a quando le loro case, oggi inagibili, verranno ricostruite. Montorio è il primo Comune del cratere ad attribuire gli alloggi che successivamente verranno distribuiti anche in altri territori, soprattutto Teramo. 147 sono le unità immobiliari disponibili: 139 già acquisite e 8 in via di acquisizione. Le famiglie avranno a disposizione anche 4mila euro ognuna per le operazioni di trasloco e per l’acquisto di mobilio. «Si ritorna tutti uniti, ognuno con i propri spazi, ma finalmente insieme», ha detto Massimiliano Nallira che con la sua famiglia ha trascorso tre anni in hotel. «Finalmente abbiamo una casa nuova e sicura dove ci sentiamo tranquille», hanno aggiunto Lucrezia e Ilenia insieme alla mamma Giovanna Di Pietrantonio, che finora hanno usufruito dell'autonoma sistemazione. «Siamo soddisfatti di questa sistemazione, anche se ci manca la nostra casa», ha aggiunto Sergio Di Pietro. Il pensiero della propria casa resa inagibile dal sisma e il desiderio di tornarci non abbandona gli sfollati. «Oggi è una bella giornata e ci restituisce un po’ di serenità dopo aver perso la nostra casa fatta con tanti sacrifici, che speriamo di riavere il prima possibile», ha detto commossa Bruna Cirii.
L’operazione avviata ieri a Montorio è stata lodata dal sindaco Enio Facciolini e dal responsabile della Protezione civile Silvio Liberatore. Basata sulla sinergia tra la Regione, la Protezione civile, l’Ater e i Comuni, permetterà il rientro dei residenti per limitare il forte spopolamento dell’entroterra teramano e consentirà allo Stato di risparmiare i soldi dell’assistenza alberghiere e del Cas. «Oggi stiamo scrivendo una delle pagine più belle del post-sisma», ha commentato Guido Quintino Liris, assessore regionale con delega, tra le altre, alle aree interne e del cratere, «la ricostruzione ha delle pecche, ma su questo aspetto ha funzionato alla perfezione: un’esperienza che porteremo nell’Aquilano». L'operazione di acquisto dell'invenduto immobiliare è stata resa possibile dal decreto sisma e dall'intervento dell'Agenzia delle Entrate regionale, che ha dato l'ok all'Ater per l'acquisto degli appartamenti. «La priorità sin dal nostro insediamento è stata di sbloccare la situazione di stallo sull’acquisizione delle unità immobiliari», ha proseguito Maria Ceci, presidente Ater Teramo, «distribuiremo a breve altri alloggi». Presenti alla cerimonia anche il consigliere regionale Pietro Quaresimale, che ha annunciato il potenziamento del personale negli uffici per la ricostruzione per permettere l’accelerazione delle pratiche, e il direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia.
E dopo la consegna delle chiavi c'è stata la visita con taglio del nastro agli alloggi e l'acquisizione delle abitazioni dove già si è ricreato il clima familiare. Chiara e Matteo hanno esplorato correndo il proprio appartamento . «Mi piace questa nuova casa», ha detto la ragazza, «ho già scelto la mia cameretta, quella più grande e luminosa, dove potrò sistemare tutte le mie cose».
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