Consegnate le prime case agli sfollati

Sette delle 50 famiglie assegnatarie entrano negli alloggi acquistati dalla Regione, nei prossimi giorni toccherà alle altre
TERAMO. A tre anni e mezzo dal sisma ieri mattina sono state consegnate le prime sette unità immobiliari agli sfollati del comune di Teramo. L'Ater nei prossimi giorni proseguirà nella consegna delle chiavi a tutti i cinquanta nuclei familiari risultati assegnatari delle abitazioni inserite nel primo bando pubblicato dal Comune, e lo farà a piccoli gruppi nel rispetto dei protocolli relativi al contenimento dei contagi da Covid-19. «Nonostante l'emergenza sanitaria abbiamo portato avanti tutta l'attività necessaria per arrivare oggi alla consegna delle prime unità immobiliari sul territorio di Teramo», ha sottolineato in conferenza stampa la presidente Ater Maria Ceci, «è un primo piccolo traguardo che raggiungiamo grazie a un lavoro intenso che ci ha visti impegnati con la Regione Abruzzo, la Protezione civile ma soprattutto con il Comune di Teramo. Intanto la nostra attività finalizzata alla ricostruzione prosegue con notevole impegno». Il 13 maggio, infatti, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il bando per l'assegnazione dei lavori per la ricostruzione di uno degli immobili di via Adamoli, che per l'Ater rappresenta «il cantiere simbolo».
Ad esprimere soddisfazione, in rappresentanza della Regione, il capogruppo in consiglio regionale della Lega Pietro Quaresimale. «Oggi con questa assegnazione si ridà luce e vita ad alcune famiglie che hanno subito danni e pregiudizi anche morali per via del terremoto», ha detto, «come Regione stiamo cercando di incentivare e accelerare le procedure per la ricostruzione inserendo anche altre unità lavorative e questo permetterà di procedere per far tornare le famiglie nelle loro case».
A breve, come annunciato dal sindaco Gianguido D'Alberto, il Comune procederà con il nuovo bando per l'assegnazione di ulteriori 35 abitazioni, sempre con il criterio della volontarietà e dando la possibilità ai cittadini di esprimere delle preferenze. Se poi non dovessero essere assegnate tutte le case si procederà d'ufficio in base ai requisiti che saranno indicati nello stesso bando. «Oggi grazie al lavoro certosino e alla sinergia tra gli uffici comunali e dell'Ater raggiungiamo un primo obiettivo, che è quello di ridare non la casa ma una casa a tante famiglie», ha commentato D'Alberto, «questo perché il vero traguardo è la ricostruzione e consentire a tutte le famiglie di poter rientrare nelle loro abitazioni. Per questo stiamo lavorando con il commissario Legnini per poter arrivare a una semplificazione della ricostruzione pubblica. Altrimenti l'Ater e tutte o le operazioni di ricostruzione pubblica dovranno scontare delle tempistiche che sono quelle ordinarie».
«Sono felice di tornare a Teramo dopo tre anni e mezzo», ha commentato Domenico Reginaldi, il primo a ricevere le chiavi dell'abitazione assegnata, «ma sarei voluto rientrare a casa mia».
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