«Consulenze del Ruzzo Forlini non dice la verità»

1 Agosto 2017

Filipponi replica al presidente della società idrica: «Non siamo pseudo politici In commissione di garanzia non sono mai arrivate le delibere degli incarichi»

TERAMO. «Non siamo pseudo politici, ma consiglieri eletti dai cittadini». Il presidente della commissione di garanzia del Comune Antonio Filipponi ribadisce il ruolo suo e dei componenti dell’organismo replicando alle affermazioni del presidente di Ruzzo Reti Antonio Forlini sulla questione delle consulenze. Secondo il capogruppo in Comune di “Teramo cambia”, che guida l’organismo, le dichiarazioni del massimo dirigente dell’azienda acquedottistica sono poco rispettose e richiederebbero scuse pubbliche da parte sua.
Filipponi, però, entra nel merito di quanto sostenuto da Forlini in riferimento agli incarichi professionali affidati dalla Ruzzo Reti. Secondo lui non è vero che alla commissione sono stati inviati tutti i dettagli delle consulenze. «Abbiamo ricevuto un documento nel quale vengono elencati gli incarichi, gli importi e le date», chiarisce, «nessuna copia di delibera è stata inoltrata, nonostante abbia richiesto i particolari con posta certificata del 18 luglio». Le consulenze legali, a differenza di quanto affermato da Forlini, solo in parte sarebbero riferite al periodo in cui il servizio interno di avvocatura era sospeso. «Altri incarichi, sono stati conferiti sia in epoca precedente ma, soprattutto, in epoca successiva alla sospensione dell’ufficio legale», replica il consigliere a detta del quale «è utile anche ricordare che il provvedimento di sospensione a carico di uno dei tre avvocati interni è stato impugnato dinanzi il tribunale di Teramo che, con ordinanza del 6 marzo 2016, confermata in sede di reclamo, lo ha ritenuto nullo, disponendo l’immediata reintegra del ricorrente, condannando la Ruzzo Reti al pagamento delle spese processuali». Filipponi, inoltre, rivela che «i due legali facenti parte dell’ufficio durante il periodo di sospensione sono stati estromessi dalla loro collocazione funzionale ad opera della dirigenza aziendale e, successivamente, sono stati reinseriti con sentenze del tribunale di Teramo confermate dalla Corte d’appello». È grottesco dunque, a detta del presidente della commissione, «giustificare le consulenze esterne con l’inattività dell’ufficio legale, quando quest’ultimo illegittimamente era stato inabilitato nelle sue funzioni proprio dalla dirigenza aziendale». Filipponi ricorda, infine, che lo scopo dell’organo da lui guidato «è di controllare l’operato di tutte le aziende partecipate dal Comune e in riferimento alla Ruzzo Reti, anche negli anni precedenti alla presidenza di Forlini, da cui mi aspetto un atteggiamento più costruttivo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA