Consumi gonfiati, Finanza in ospedale

Inchiesta sull’uso di materiali, i militari acquisiscono documenti nell’unità di radiologia interventistica
TERAMO. La guardia di finanza entra in ospedale. Ieri mattina i militari sono arrivati nel reparto di radiologia del Mazzini. Entra nel vivo l'inchiesta della Procura sul consumo eccessivo di presidi medici – soprattutto di una ditta – nell’unità operativa semplice a valenza dipartimentale di radiologia interventistica, che fa parte dell’unità complessa di radiologia. I finanzieri del nucleo di polizia economica finanziaria del comando provinciale, su delega dell'autorità giudiziaria, si sono presentati nella radiologia – in cui è appunto incardinata quella interventistica per acquisire una copiosa documentazione così come richiesto dai pm Stefano Giovagnoni e Silvia Scamurra. La Procura, che indaga per le ipotesi di reato di truffa e falso, ha delegato la Finanza ad acquisire numerosi documenti tra cui il registro di sala operatoria con l'indicazione degli interventi finiti sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti che sarebbero circa 60. Oltre al registro i finanzieri hanno preso copia di altro materiale cartaceo, tra cui quello riguardante le richieste fatte per ottenere, di volta in volta, i vari presidi chirurgici. Non è escluso che nei prossimi giorni, proprio per meglio esaminare la mole di materiale la Procura possa decidere di affidare una consulenza tecnica. Così come non è escluso che nei prossimi tempi l'autorità giudiziaria deleghi la Finanza a fare nuove acquisizioni alla Asl.
Queste indagini fanno seguito a un esposto presentato dal direttore generale della Asl Roberto Fagnano, poco prima di Natale direttamente nelle mani del procuratore Antonio Guerriero. Tutto ciò dopo che per mesi la Asl ha svolto una inchiesta interna, avviata l’estate scorsa quando alla farmacia dell’ospedale, diretta da Pasqualino Spinosi, notano che nella radiologia interventistica c’è un consumo anormale di materiali come cateteri, spirali, stent. Inizia così un carteggio fra la farmacia e il responsabile dell’unità in questione, Edoardo Puglielli. Il meccanismo con cui si attestano i consumi di materiali, alla Asl di Teramo, è sostanzialmente ancora cartaceo. C’è un modello di carta che viene compilato per ogni intervento, di solito da un infermiere o un tecnico, che poi viene vidimato dal primario o responsabile e quindi inviato alla farmacia che “scarica” il materiale e lo toglie dal conto deposito per poi pagarlo alla ditta fornitrice. Una volta che il materiale sta per finire si fa richiesta di reintegro, cioè un vero e proprio ordine al fornitore.
L’indagine della Asl è tornata indietro nel tempo fino a prendere in considerazione tutto il 2017. E ha fatto anche una stima di quello che potrebbe essere il valore della perdita della Asl nel periodo preso in considerazione: sui 200mila euro. Sono stati sentiti tutti i dirigenti e alla fine è stata stilata una relazione da cui emerge che è impossibile accertare il responsabile di quanto accaduto, in quanto dalla compilazione del modulo alla fine del suo percorso, questo può essere facilmente modificato.
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