Contagi a zero e record di guariti ma ora l’incognita sono i rientri

Da cinque giorni non ci sono nuovi positivi e i pazienti negativizzati sono 344 sui 726 in Abruzzo Arrivati in 400 da fuori regione solo tra lunedì e martedì, appello di Di Giosia: «Serve responsabilità»
TERAMO. Cinque soli nuovi casi positivi negli ultimi dieci giorni. E cinque giorni di fila con zero nuovi contagi. I numeri del Covid in provincia di Teramo – i ricoverati ieri erano 18 – fanno tirare un sospiro di sollievo. Si tratta di un risultato non ottenuto casualmente.
TANTI TAMPONI. «Abbiamo tempestivamente indirizzato molte energie sul territorio», spiega Maurizio Di Giosia, direttore generale facente funzione della Asl, «e adesso è lì che si gioca la grande partita dei contagi. Abbiamo fatto un gran numero di tamponi, ad oggi (ieri per chi legge, ndr) siamo a 16.248: 11.500 singoli e cinquemila ripetuti (quando si fanno più tamponi sullo stesso paziente, ndr). Abbiamo raggiunto una percentuale piuttosto alta, il 3,2%, di popolazione. L’obiettivo che ci siamo posto è individuare i casi asintomatici per bloccare sul nascere eventuali focolai».
Di Giosia ricorda che sono stati fatti tamponi individuando fasce di popolazione particolarmente a rischio, dalle forze dell’ordine, ai commercianti di prodotti alimentari, ai volontari, per citarne alcune. E poi gli anziani nelle case di riposo. «Con una particolare attenzione per le persone fragili, non a caso abbiamo fatto, e ripeteremo, tamponi in tutte le case di riposo, Ra ed Rsa. Abbiamo nominato un responsabile di questi controlli, il dottor Enrico Marini», precisa.
E ovviamente i controlli nella “zona rossa”, qui i tamponi sono stati molti di più: è stato controllato il 14,3% della popolazione. «Una grossa mano ce l’ha data lo Zooprofilattico, che ci ha consentito di avere i risultati dei tamponi in tempi brevi, in modo da intervenire subito sui casi positivi», aggiunge Di Giosia, «direi che tutti questi fattori, insieme al lavoro egregiamente svolto dal Siesp, in particolare da Antonio Santone e Ida Albanese, ci ha portato a questi risultati». Di Giosia ha anche nominato Angelo Flavio Mucciconi, come responsabile del monitoraggio per l'alimentazione dei flussi informativi al ministero in modo da tenere sempre sotto controllo la situazione e con i dati modulare le strategie aziendali di prevenzione.
PRIMI PER I GUARITI. Altro dato confortante è il numero dei guariti in provincia: sono 344 sui 726 a livello regionale. «Anche in questo caso sono diversi fattori che spiegano questo dato per noi molto importante. Intanto la cura a casa su cui punteremo molto anche in futuro, incentivando anche la telemedicina. Ma anche tutta l’assistenza ospedaliera, molto avanzata, ricordo le sperimentazioni con il Tocilizumab, l’ozonoterapia e fra un po’ con il plasma iperimmune», commenta il dg .
IL PERICOLO DEI RIENTRI. In questo quadro, l’incognita ora sono i “rientri”. Solo nei primi due giorni della settimana in provincia sono rientrate da altre regioni quasi 400 persone, che non hanno obbligo di quarantena – come invece previsto in altre Regioni – e che quindi potrebbero essere portatori di contagio. Un numero di rientri, peraltro, che potrebbe aumentare in questo fine settimana. «In effetti», ammette Di Giosia, «è una situazione che va attenzionata. Faccio un appello alla prudenza: oltre a comunicare il rientro al Siesp, i cittadini, soprattutto quelli che provengono da zone “calde”, facciano un’attenta autogestione del proprio stato di salute».
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