Contagi in aumento, il Comune dice no al maxi schermo in piazza

9 Luglio 2021

Filipponi: «Ce l’hanno chiesto in tanti ma non vogliamo creare un’occasione di diffusione del Covid» Ieri altri 30 casi. Brucchi: «Nascono tutti da feste e cene, la finale europea non farà la differenza»

TERAMO. I contagi da Covid in provincia tornano a impennarsi – ieri altri 30, la stragrande maggioranza dei 49 registrati in regione – e Teramo dice “no” al maxi schermo per la finale degli Europei di calcio che vedrà la nazionale azzurra affrontare l'Inghilterra domenica sera a Wembley. L'amministrazione D’Alberto fa una scelta in linea con un’emergenza sanitaria che ancora tiene banco e che anzi, negli ultimissimi giorni, è tornata a preoccupare gli addetti ai lavori.
In città i luoghi per installare uno schermo gigante, che consenta a tanti di condividere un momento di sport e divertimento come quello tanto atteso di domenica sera, non mancano di certo. Da piazza Martiri a piazza Sant’Anna al parco fluviale, dove ha preso il via “Natura indomita”, gli spazi adeguati sarebbero diversi. Ma il Comune sceglie la prudenza per evitare che, durante la partita e soprattutto nelle fasi successive, si possano creare assembramenti. L'assessore agli eventi Antonio Filipponi così spiega l'indirizzo adottato: «In tanti ci stanno chiedendo se installeremo un maxi schermo per la finale degli europei di calcio. Per quanto possa essere positivo un evento sportivo di questo calibro per la sua capacità di coinvolgere praticamente tutta la cittadinanza, abbiamo deciso di non farlo per evitare di creare una occasione potenzialmente pericolosa in relazione alla diffusione del coronavirus, tenendo conto che i dati degli ultimi giorni, soprattutto nel Teramano, evidenziano una nuova risalita dei contagi prevalentemente da variante Delta», dice l'assessore, e conclude: «Sappiamo benissimo come, in determinati momenti, le emozioni possono avere il sopravvento e impedire il rispetto delle prescrizioni sanitarie attualmente previste. Quindi forza azzurri, senza dimenticare mai che la partita più difficile è ancora lunga da giocare». Sono diverse le città che hanno fatto una scelta opposta. Come la vicina Giulianova dove, invece, il Comune ha optato per uno schermo gigante da collocare in piazza del Mare.
Cosa ne pensa chi combatte ogni giorno nella prima linea dell’emergenza pandemica? Il direttore sanitario Maurizio Brucchi preferisce non entrare nel merito delle diverse scelte dei principali Comuni della provincia sui maxi schermi, ma giustamente avverte: «La gente comunque si riunirà in case private, bar, ristoranti e stabilimenti balneari». E in ogni caso, secondo Brucchi, «non sarà la finale degli Europei a fare la differenza. Perché c’è la variante Delta che contagia molto velocemente, e basta una serata danzante in uno stabilimento balneare per creare decine di nuovi positivi. I focolai delle ultime settimane nascono tutti da feste, cene e in generale assembramenti di persone senza mascherina. Cosa fare? Bisognerebbe riportare i cittadini a un certo grado di prudenza e responsabilità, da quando siamo in zona bianca troppa gente non si protegge più».
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