Contestata la messa in sicurezza di un antico palazzo di Civitella
CIVITELLA DEL TRONTO. Il comitato provinciale dell’Arci, in un comunicato stampa, contesta i lavori (in corso) di messa in sicurezza dello stabile del centro storico di Civitella del Tronto che...
CIVITELLA DEL TRONTO. Il comitato provinciale dell’Arci, in un comunicato stampa, contesta i lavori (in corso) di messa in sicurezza dello stabile del centro storico di Civitella del Tronto che ospita il circolo Arci “Il relitto del tempo”. Lo storico edificio è stato lesionato dal terremoto del 2016 e dichiarato quasi tutto inagibile con esito “E” dai tecnici della Protezione civile (solo una parte ha avuto esito “C”).
Secondo l’Arci «la messa in sicurezza del palazzo ha definitivamente compromesso non solo le attività del circolo ma l'intera struttura modificando, tramite degli sconcertanti e inspiegabili lavori, tutte le forze strutturali dell'edificio, intaccando la sicurezza di chiunque transiti nella rua sottostante ma in particolar modo tutto il lavoro di recupero architettonico». L’associazione sostiene tra l’altro: «Gli interventi non prevedono la salvaguardia delle reali porzioni danneggiate come aperture, volte, cupole e lanterne che all'attualità presentano grave pericolo di collasso, dovuto alla fatiscenza ed alle vibrazioni continue a cui in questi giorni la struttura è stata sottoposta». Secondo l’Arci provinciale, il locale circolo avrebbe intentato causa per gli asseriti danni ricevuti.
Il Comune, ente titolare di quei lavori, per bocca dell’assessore Gabriele Marcellini replica: «Della causa che sarebbe stata intentata non sappiamo niente e non capiamo dove voglia andare a parare l’Arci. Quel che è certo è che stiamo facendo un intervento che consentirà alla titolare del circolo di restare nel palazzo. Si tratta di opere provvisionali approvate dalla Protezione civile e che, come dice chiaramente l’aggettivo “provvisionali”, verranno rimosse quando si faranno i lavori di ricostruzione vera e propria. C’è un ingegnere che li segue e noi, per maggiore trasparenza, abbiamo fatto una gara d’appalto: potevamo anche non farla. Possono magari contestare il ritardo nell’inizio dei lavori, dovuto alla necessità di fare approfondimenti tecnici, ma non il perché e il come si stiano facendo quei lavori».(red.te)

