"Contestatori teramani in serie D", e la città si infuria contro Renzi

26 Agosto 2015

Una battuta del premier all'Aquila fa infuriare i teramani. Il sindaco Brucchi: "Inaccettabile, dimettiti". Protesta anche il Pd

TERAMO. Alla vigilia del processo d'appello davanti alla Corte Federale sulla presunta combine relativa a Savona-Teramo, nel quale i legali dei due club sperano di ribaltare la sentenza di primo grado che le ha condannate alla serie D, a scaldare gli animi è la battuta di ieri del premier Matteo Renzi in occasione delle contestazioni all'Aquila. «Parte dei contestatori sono tifosi del Teramo in serie D», aveva detto Renzi, suscitando le ire di cittadini e tifosi sui social con tanto di nascita della pagina facebook "Renzi Teramo ti odia", che in poche ore ha registrato quasi 700 mi piace, e portando il sindaco Maurizio Brucchi a chiederne le dimissioni dal suo profilo facebook.

Una richiesta alla quale nel primo pomeriggio di oggi è seguito un comunicato ufficiale dove però il primo cittadino si limita a chiedere le scuse ufficiali del premier, pur lasciando inalterato il post di ieri sera lanciato dal social network. Post che ha registrato, al momento, 740 "mi piace" e 158 condivisioni.

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«Inaccettabili e offensive le dichiarazioni con le quali il Presidente del Consiglio Matteo Renzi nel corso della sua visita a L'Aquila ha deriso, e irriso, le difficili e controverse vicissitudini della Teramo Calcio che, proprio in queste ore, vedrà fatta chiarezza sul proprio futuro calcistico - scrive il primo cittadino nel comunicato ufficiale - inaccettabili ed offensive per Teramo, per i teramani, per una splendida tifoseria». Una «caduta di stile - come definisce Brucchi la battuta di Renzi - che stride, felicemente, con quello che in questi mesi ha invece contraddistinto il Governatore Luciano D'Alfonso per la sensibilità e l'operativa concretezza messe in campo proprio per assicurare le giuste condizioni affinché la squadra biancorossa potesse affrontare il prossimo Campionato della conquistata Serie B nel proprio Stadio Bonolis». Da qui la richiesta di pubbliche scuse, avanzata in mattinata anche dal Pd teramano.

E, a margine di un evento, è intervenuto lo stesso D'Alfonso: «Il presidente ieri - ha spiegato il Governatore dell'Abruzzo - aveva rilevato su alcune scritte apparse anche la segnalazione del problema della per così dire declassifica del Teramo e su questo il presidente Renzi ha usato una battuta da sportivo quale è, ma io voglio per esempio dare una mano concreta, nel rispetto delle procedure, affinché le ragioni della comunità sportiva teramana vengano rispettate».