Conti da svuotare, la polizia sventa tre frodi informatiche

5 Ottobre 2023

Scongiurati colpi da 23.000, 24.900 e 4.400 euro, le vittime raggiunte da finti sms di istituti di credito Gli investigatori: «Non rispondete ai messaggi anche via email, non fornite le credenziali d’accesso»

TERAMO. Frodi, quelle online, che nel post-pandemia, sono triplicate. Perché, è più che evidente, si è notevolmente allargata la platea delle potenziali vittime nei giorni in cui internet è stato l’unico mezzo per esserci sempre e comunque nei tempi dei lockdown. E i criminali della rete hanno aggiornato il modus operandi prendendo spunto dall’attualità. Ma dietro a tanti vantaggi si nascondono innumerevoli insidie. Perché oggi più che mai il web rappresenta il terreno più fertile per i tanti che, spesso sfruttando l’ingenuità e l’impreparazione degli utenti, sottraggono denaro.
Gli ultimi casi arrivano da Teramo dove la sezione di polizia postale è riuscita a sventare tre frodi informatiche da 23.000, 24.900 e 4.400 euro. In azione sono entrati gli esperti della sezione operativa della sicurezza cibernetica della polizia postale (diretta a livello regionale da Elisabetta Narciso) che sono riusciti ad evitare che i malviventi informatici mettessero a segno i colpi. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori in questo caso i malviventi hanno usato la tecnica dello “smishing”: si tratta di sms, apparentemente risultati inviati dall’istituto di credito dove il destinatario ha il proprio conto, con cui si chiede alla vittima di turno di cliccare su un link e inserire le credenziali di accesso e i dati della carta di credito su una pagina web che riproduce, ma naturalmente non è, il sito ufficiale della banca. Successivamente il truffatore di turno chiama la vittima fingendo di essere il dirigente dell’istituto di credito o , in alcune casi, un operatore della polizia postale e la convince a versare tutta la somma che si trova sulla propria carta a favore di un’altra carta con la promessa della successiva restituzione attraverso un bonifico. In alcuni casi, avverte la polizia, grazie all’uso di un determinato programma il numero di telefono da cui arriva la chiamata del finto dirigente o finto poliziotto può apparire simile a quello di un ufficio di polizia o di un istituto do credito. E in questo caso la polizia postale ricorda che gli istituti di credito non usano sms o mail per richiedere credenziali di accesso o informazioni urgente. Una volta ottenuti i dati i truffatori effettuano operazioni bancarie ai danni dell’ignara vittima.
La raccomandazione delle forze dell’ordine, dunque, è di non inserire i propri dati su siti internet inviati tramite messaggi. Ai destinatari viene vivamente raccomandato di contattare direttamente la banca o l’ufficio postale. È la strada più indicata per assicurarsi che la comunicazione arrivi veramente da loro e per non cadere vittime di truffe che sulla rete corrono molto velocemente.
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