Conti svuotati, altre 10 denunce al bancario accusato di ammanchi

23 Ottobre 2017

Nuove querele ai carabinieri. I clienti: «Sparite somme da 50 a 100mila euro e firme falsificate» Già aperta un’inchiesta dalla Procura, il dipendente della filiale di piazza Garibaldi è stato sospeso 

TERAMO. Un solo comun denominatore: conti svuotati e firme falsificate. Perchè non c’è solo il professionista teramano che ha denunciato di essersi ritrovato senza 250mila euro. In questi giorni, infatti, sono dieci le denunce presentate ai carabinieri del capoluogo da parte di altrettanti clienti della filiale teramana Unicredit di piazza Garibaldi su casi di presunte appropriazioni di soldi da parte di un dipendente dell’istituto di credito. Quest’ultimo, originario della Val Vibrata, è già stato sospeso momentaneamente dalla banca che sui fatti ha avviato un’inchiesta interna. Le denunce sono state trasmesse in Procura che sul caso ha aperto un fascicolo affidato al pm Greta Aloisi.
E nell’attesa di accertare la verità giudiziaria si contano le querele. Che raccontano di ammanchi sui conti di somme che variano: si va da 50,100mila euro a 10mila. In tempi che vanno a ritroso: non solo fatti recenti, dunque, ma anche risalenti a qualche anno fa. I clienti, che dopo aver segnalato i fatti alla banca si sono rivolti ai carabinieri, avevano tutti come referente lo stesso dipendente incaricato di seguire i loro conti: per tutti una persona di fiducia, un dipendente da tutti descritto come persona molto preparata e sempre disponibile.
Così come ha raccontato il professionista che si è ritrovato senza 250mila euro. «Una persona di cui mi fidavo ciecamente» ha detto ai carabinieri. Quest’ultimo si è accorto per caso del conto svuotato solo perchè dalla sede centrale della banca lo hanno chiamato per avvertirlo che non era stata pagata la rata di 600 euro di un mutuo. Per capire cosa fosse successo l’uomo si è presentato nella filiale a chiedere informazioni ed è qui che ha fatto la sgradita sorpresa di sapere che sul suo conto erano rimasti solo 300 euro. «In quella sede», ha scritto nella denuncia, «apprendevo che sul conto erano rimasti solo trecento euro». Ma è solo l’inizio dell’incubo. Nella filiale, infatti, il professionista ha appreso che c’erano delle disposizione di acquisto e di vendita di titoli su cui qualcuno aveva apposto la sua firma falsificandola. «Mi venivano consegnante delle disposizioni di acquisto e vendita di titoli sui quali era apposta la mia firma», ha scritto a questo proposito nella denuncia, «firma che disconosco totalmente ed infatti produco altri documenti da me firmati nei quali si evince che la mia firma è totalmente diversa». Da Roma «Unicredit non commenta», come ha riferito nei giorni scorsi un portavoce, ma è certo che nella filiale teramana ci sono già state molte ispezioni sul caso dei presunti ammanchi da alcuni conti. E ora si attendono sviluppi dall’inchiesta giudiziaria che dovrà stabilire quale ipotesi di reato contestare al dipendente il cui nome compare nelle denunce presentate ai carabinieri.
In queste ultime settimane, tra l’altro, nella stessa filiale c’è stato anche il caso di un dipendente (diverso da quello coinvolto nelle denunce di ammanchi sui conti) prima sospeso e poi licenziato per un presunto ammanco di 1500 euro dalla cassa. Un licenziamento che lo stesso dipendente ha impugnato davanti al giudice di lavoro che nei prossimi tempi sarà chiamato ad esprimersi sulla vicenda.
©RIPRODUZIONE RISERVATA