Continua a oltranza lo sciopero della marineria di Giulianova

25 Maggio 2022

L’armatore Massi: «Il Governo non ci viene incontro, resteremo in porto almeno fino a domenica» Staffilano di Federpesca: «Situazione grave, speriamo ci venga almeno data la cassa integrazione»

GIULIANOVA. I pescatori giuliesi protestano ancora contro il caro gasolio e saranno in sciopero per tutta la settimana. La riunione con i vari rappresentanti della marineria abruzzese, che si è tenuta ieri mattina a Ortona, ha disatteso le aspettative dei pescatori. Nel documento con le richieste avanzate due settimane fa al ministero, sottoscritto dagli armatori della pesca a strascico, si chiedeva di stabilire un tetto massimo del prezzo del carburante, non superiore a 50 centesimi per litro: attualmente, tale proposta non ha ricevuto un responso positivo.
In rappresentanza dei pescatori giuliesi è intervenuto Giovanni Massi, titolare del motopesca Il Faro, con queste parole: «Noi marittimi giuliesi siamo in sciopero da sabato scorso e continueremo a oltranza, almeno per tutta la settimana corrente. Il mercato ittico, di conseguenza, è fermo fino a venerdì. Al momento siamo compatti, anche perché se dovesse verificarsi qualche defezione salterebbe tutto. Dai rappresentanti del Governo, a seguito del confronto con l’associazione marinai d’Italia, avvenuto lunedì a Roma, così come nella riunione che si è tenuta oggi (ieri, ndc) a Ortona, abbiamo percepito soltanto un atteggiamento di chiusura: sul prezzo del gasolio, non solo non è stata accolta la nostra richiesta di fissarlo a un massimo di 50 centesimi al litro, ma non abbiamo nemmeno ottenuto una controproposta, non ci sono venuti incontro. Siamo in enorme difficoltà: con gli attuali prezzi ci rimettiamo. Da parte del Governo, al momento, abbiamo ricevuto solo piccoli palliativi per convincerci a tornare in mare probabilmente». Negli ultimi mesi anche diversi esponenti politici abruzzesi si sono recati in visita al porto di Giulianova, per ascoltare da vicino i malumori che attanagliano i pescatori e per valutare le loro richieste. «Da parte della politica locale per il momento solo promesse», afferma Massi, «ma nella pratica nulla si muove. Ho notato però un certo interesse da parte dell’opposizione, che ha presentato un’interrogazione in consiglio regionale inerente il tema del caro gasolio».
Sulla richiesta presentata dai pescatori relativa all’aumento del carburante, l’attivazione della cassa integrazione per gli imbarcati e il blocco dei mutui per armatori e marittimi interviene così Vincenzo Staffilano, responsabile di Federpesca: «Ci è stato confermato dai rappresentanti del governo che l’applicazione del credito di imposta ci è stata riconosciuta, mentre per quanto concerne il caro gasolio nessuna controfferta: c’è da aggiungere che il problema dell’aumento del prezzo del carburante è internazionale, pertanto non potrà avere una risoluzione nell’immediato. La situazione comunque è grave», sottolinea Staffilano, «dietro gli armatori ci sono le famiglie con tutti i problemi legati ai rincari: l’attività di pesca ora è ferma e non si può andare avanti così. Ci auguriamo che almeno venga garantita la cassa integrazione anche per la pesca. Conviene di più puntare su questo ammortizzatore sociale, anziché soffermarci sul caro gasolio».
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