Contratti fasulli per la luce Denunciati due procacciatori

I carabinieri indagano sul caso che ha coinvolto la parrocchia di Colledara e un’altra utente Finiscono nei guai per truffa due giovani, di Tossicia e Pescara, che avevano apposto le firme false
TERAMO. Falsi contratti di fornitura di energia elettrica: i carabinieri denunciano due procacciatori. Ha avuto un esito positivo la paradossale storia segnalata dal Centro un mese fa, che riguardava un’abitante di Colledara e la parrocchia di Colledara e Tossicia. Un caso seguito dall’associazione per i diritti del consumatori “Robin Hood” e poi sfociato in una doppia denuncia ai carabinieri.
Che hanno indagato e hanno scoperto chi aveva falsificato le firme del parroco di Tossicia e Colledara e di altri cittadini nei contratti di fornitura di energia elettrica a favore della "Green Network luce e gas". I carabinieri della stazione di Tossicia hanno denunciato alla Procura di Teramo due procacciatori d'affari: D.F., 32 anni di Tossicia e M.D.C., 25 anni di Pescara. L'indagine è partita a giugno per la querela presentata dal parroco ai carabinieri di Tossicia, che aveva segnalato il cambio del gestore di energia elettrica di tutte le sedi della parrocchia, avvenuto a sua insaputa. Alla segnalazione del parroco ne era seguita un'altra, di A.B. signora residente nello stesso comune. I militari hanno acquisto le copie dei contratti e hanno accertato che le firme erano false. Al termine degli accertamenti i carabinieri hanno denunciato i due procacciatori per truffa e sostituzione di persona.
Tutto è iniziato quando ad A.B. è stata praticata una riduzione di potenza della luce. Quando ha chiesto informazioni all’Enel le hanno detto che aveva cambiato gestore: è caduta dalle nuvole.Così si è rivolta a “Robin Hood” . E si è scoperto che il Pod (codice che identifica il punto di rilascio dell’energia): risulta intestato alla parrocchia di San Giorgio, sempre a Colledara. La signora a questo punto ha contattato il parroco ed entrambi si sono rivolti ai carabinieri. Il parroco ha raccontato di aver ricevuto le bollette, ma di averle buttate pensando a un errore: la parrocchia è cliente e paga i conti all’Edison. Bollette che, è stato accertato dopo, erano pure sbagliate.
«Ringraziamo le forze dell'ordine: l'unica possibilità che abbiamo di tutela è che queste persone senza scrupoli vengano perseguite», commenta Pasquale Di Ferdinando, responsabile di “Robin Hood”, «Le forze dell’ordine sono preziose alleate del cittadino: è la strada maestra per ristabilire una correttezza commerciale a tutela non solo del consumatore ma anche delle aziende che e non usano sotterfugi».
«E' opportuno sottolineare», si legge in una nota dei carabinieri, «che bisogna adottare tutte le cautele del caso evitando di fornire dati personali o documenti (carte di identità, codici bancari, bollette) da cui rilevare dati che potrebbero essere utilizzati, senza consenso, per scopi illeciti. Ancora una volta si segnala il numero di emergenza 112, per avere un immediato supporto e consentire il pronto intervento». (a.f.)
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