«Contratto nullo, tutto da rifare»

Per Berardini e Cardelli la convenzione con la Sgr è un pasticcio
TERAMO. Non c'è tregua nello scontro sul progetto di housing sociale che interessa via Longo. A due giorni dall'infuocata seduta della commissione urbanistica, che ha riacceso il confronto in Comune sull'intervento con cui dovrebbero essere abbattute e ricostruite cinque palazzine popolari, si susseguono le prese di posizione dei rappresentanti della minoranza contro l'amministrazione e in particolare il sindaco Maurizio Brucchi. La riunione della commissione di martedì mattina, secondo il capogruppo del Movimento 5 Stelle Fabio Berardini, si è rivelata «una doccia fredda» per il primo cittadino che nell'aprile del 2014 ha sottoscritto un accordo con la società finanziaria “Sgr Investire Immobiliare” per la gestione dell'intervento. «L'avvocatura comunale, infatti, ha riferito che l'atto sottoscritto dal sindaco è nullo», sostiene il rappresentante grillino, «e che è necessario bandire una gara di evidenza pubblica per scegliere definitivamente il progetto di housing sociale». Quest'ultimo, dunque, «non può essere imposto dalla Sgr» sulla base, tra l'altro, di una perizia che di fatto ha svalutato i beni pubblici al centro dell'operazione. «Grazie all'ignoranza che regna sovrana ai vertici dell'amministrazione abbiamo perso ben cinque anni per riqualificare via Longo», conclude Berardini, «rinunciando alla possibilità di partecipare ad altre soluzioni e spostando, senza una reale motivazione, le famiglie allontanate dalle palazzine da abbattere».
Secondo la consigliera Paola Cardelli, invece, il sindaco continua a dissimulare la gravità della vicenda, nonostante il ko incassato dall'amministrazione durante la seduta della commissione urbanistica. La consigliera sottolinea che la nullità della convenzione sottoscritta da Brucchi con la Sgr inficia la procedura, tanto che la società a novembre dell'anno scorso ha dovuto ripresentare al Comune una proposta progettuale che sarà oggetto di un'apposita gara per la sua realizzazione. «Il tutto esattamente nel solco di quanto da me denunciato in tutte le sedi», fa notare Cardelli, «il colossale bluff è infine totalmente smascherato, il re è nudo». L'operazione, a detta dell’esponente dell’opposizione, dovrà tornare in consiglio prima di assumere qualunque altra iniziativa. Per questo, conclude, «proseguire con gli sfratti degli angariati inquilini, come vanno ancora prospettando questi amministratori, con l' arroganza tipica degli incompetenti, non è al momento possibile: il piano di mobilità degli stessi è affetto dalla stessa patologia procedimentale poiché è stato concepito in funzione del conferimento degli immobili di via Longo al fondo immobiliare gestito da Sgr». (g.d.m.)
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