Controguerra, stop alla prostituzione

Il sindaco Carletta rinnova l’ordinanza che punisce con multe da 500 euro le prostitute di strada e i loro clienti
CONTROGUERRA. Strade e aree pubbliche lungo la Bonifica del Tronto trasformate in discariche, automobilisti che sfrecciano lungo la tristemente nota “via dell’amore” e che si fermano in mezzo alla strada a contrattare con le prostitute. Contro il malcostume e il cattivo gusto, l’esibizione di nudità e il decoro urbano turbato, il sindaco di Controguerra, Franco Carletta, reitera la sua ordinanza anti-lucciole.
Prevedendo una sanzione di 500 euro a cliente e prostituta, Carletta – seguendo la strada tracciata dal predecessore Mauro Scarpantonio, il primo sindaco in provincia di Teramo ad aver firmato nel 2007 l’ordinanza anti-prostituzione in Abruzzo e fra i primi in Italia sulla base dei “superpoteri” conferiti ai sindaci dall’allora Governo – ha decretato il divieto di esercitare la prostituzione, a piedi o a bordo di veicoli. In pratica: non si può contrattare la prestazione in strada e neanche far salire a bordo una prostituta o semplicemente farla scendere in qualunque angolo del territorio. L’ordinanza prossima alla firma di Carletta, insomma, non si limita a punire amministrativamente la sola contrattazione di prestazioni sessuali tra clienti e prostitute, ma vieta proprio il meretricio su vie e strade pubbliche.
«Abbiamo sottoposto il provvedimento alla visione del prefetto e, non appena ci verrà rimesso il via libera, proseguiremo nei controlli congiunti di carabinieri e polizia locale», spiega il primo cittadino. La Consulta con il pronunciamento del 4 aprile 2011 ha ribadito come i sindaci possono emanare ordinanze contingibili (nel caso della lotta alla prostituzione a Controguerra il sindaco Scarpantonio motivò l’ordinanza dicendo che non c’erano altri strumenti operativi possibili) ed urgenti (nel caso specifico furono accampati problemi di igiene e sanità legati ai rifiuti del post-amplesso).
L’ordinanza del sindaco di Controguerra dovrebbe avere la durata di un anno, ma si attendono per questo le indicazioni prefettizie. Di sicuro la violazione del divieto costerà a cliente e lucciola 500 euro.
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