Controlla il suo ex con il Gps nell’auto: rinviata a giudizio
Teramana di 45 anni accusata di interferenze illecite L’accusa: spiava e seguiva l’uomo in tutti gli spostamenti
TERAMO. Spiava il suo ex compagno con un impianto satellitare Gps che era riuscita a sistemargli in macchina: è andata avanti così per settimane fino a quando lui, insospettito dalla continua presenza di lei, ha fatto la scoperta. Ora sarà un processo a scandire l’epilogo, evidentemente solo giudiziario, della vicenda.
Sotto accusa una 45enne teramana rinviata a giudizio dal gup Marco Procaccini con le accuse di atti persecutori e interferenze illecite nella vita privata. Ed è questo, almeno da un punto di vista giuridico, a fare la differenza in uno dei tanti casi di stalking che negli ultimi anni declinano il ruolo delle udienze penali. Il reato di interferenze illecite nella vita privata è punito dall’articolo 615 bis del codice penale che così recita: «Chiunque, mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni».
La vicenda risale a circa due anni fa quando l’uomo comincia ad essere seguito dalla sua ex . Tutto avviene dopo l’interruzione della relazione sentimentale. La donna, dopo averlo tempestato di telefonate e averlo più volte atteso sotto casa per chiedere di riprendere la relazione, comincia ad essere costantemente presente nei posti frequentati dall’uomo. Lui la trova all’ingresso del posto di lavoro, quando va a fare la spesa, quando va a correre. Non riesce a capire come la ex faccia a sapere i suoi spostamenti. Lo scopre per caso, grazie a un controllo di routine sulla vettura nell’officina di un meccanico. Perché è l’artigiano che, dopo aver sistemato la macchina sul ponte sollevatore, trova il Gps.
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