«Controlli sulle 207 fabbriche aperte o scioperiamo»

2 Aprile 2020

TERAMO. La prefettura comunica ai sindacati il numero delle imprese al lavoro nonostante il decreto Conte ne preveda la fermata. «Per avere questi dati è stato necessario che le confederazioni...

TERAMO. La prefettura comunica ai sindacati il numero delle imprese al lavoro nonostante il decreto Conte ne preveda la fermata. «Per avere questi dati è stato necessario che le confederazioni provinciali di Cgil, Cisl e Uil, dopo diverse sollecitazioni formali e informali, arrivassero a minacciare lo stato di agitazione generale», fanno notare il segretario della Fiom Cgil Mirco D’Ignazio e quello della Fim Cisl, Marco Boccanera, «a oggi in provincia risultano, oltre alle aziende che possono lavorare per decreto, altre 207 che hanno già avuto il parere positivo a proseguire l’attività dalla prefettura e 13 che hanno fatto richiesta ed aspettano di avere risposta. Di queste sono 65 le metalmeccaniche (57 hanno già ottenuto l’approvazione e 8 sono in attesa) per un totale di 1.630 lavoratori potenzialmente coinvolti. Non tutti, in realtà, stanno lavorando perché ci sono aziende che, in maniera corretta, hanno riattivato solo le linee di produzione legate alla gestione dell’emergenza fermando gli altri lavoratori con la cassa integrazione. Molte altre, al contrario, stanno approfittando di questa opportunità per tenere attivi interi stabilimenti in cui le produzioni per l’emergenza sono residuali».
I due sindacati ribadiscono che è necessario ridurre il più possibile l’attività per via del rischio di contagio. Sottolineano che si dovrebbero fare controlli sull’applicazione dei criteri di sicurezza, soprattutto nelle aziende non sindacalizzate. E chiedono un coinvolgimento delle categorie sindacali nella valutazione delle richieste di deroga e l’attivazione di verifiche immediate. «Qualora tutto ciò non dovesse avvenire, non si esclude la proclamazione, nei prossimi giorni, di uno sciopero generale del settore metalmeccanico in provincia di Teramo», concludono.